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No Tav, Montaruli: “Proibire il Festival, incassano 870mila euro mentre gli italiani pagano i danni della guerriglia”

La vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera: “Non possiamo permettere che in cinque ore commettano atti eversivi e in tre giorni si riempiano le tasche”

No Tav, Montaruli: “Proibire il Festival, incassano 870mila euro mentre gli italiani pagano i danni della guerriglia”

Il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli, in una nota chiede di fermare e proibire “il Festival dell’Alta felicità, arrivato al terzo giorno di incassi indisturbato anche dopo la giornata di ieri”. “Avevamo chiesto che gli organizzatori isolassero i violenti, – continua Montaruli – invece emerge ancora di più quella che sarebbe una connessione ingiustificabile tra il festival e il corteo. Le immagini postate dagli stessi protagonisti della allucinata giornata di ieri in Val Susa parlano chiaro. Chi era a fare guerriglia cercando di dare un colpo allo Stato con conseguenze gravissime era già dal 19 luglio in Val Susa a montare e allestire il Festival dell’Alta felicità. Non possiamo permettere che in cinque ore commettano atti eversivi e in tre giorni si riempiano le tasche di un flusso copiosissimo di denaro”.

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“Giusto per fare due calcoli – spiega – Le stime dei partecipanti al Festival dell’Alta felicità vanno dalle 30 alle 40mila persone. Se calcoliamo 35mila persone di presenze effettive e una spesa media di 25 euro a persona al festival, pur tenendoci bassi con le stime, emerge che in Val Susa in quei giorni di fuoco potrebbero essere stati incassati circa 875.000 euro. Se poi si considera il crowdfunding che apertamente da mesi è online per la realizzazione del festival, risulta realistico che il volume d’affari possa andare ben oltre il milione di euro. Ma è possibile che un festival che parrebbe connesso alla guerriglia di ieri e che attrae persone che poi si riversano sul cantiere possa svolgersi così candidamente? No”.

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“Se si vuole dare una risposta ai fatti di ieri, si deve interrompere il flusso di denaro che alimenta i No Tav e quindi anche quel festival. Non accettiamo che, dopo quanto accaduto, si debba assistere alla festa dei No Tav che fa cassa mentre gli agenti ancora contano i danni che pagano gli italiani”, conclude Montaruli.

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