“Qualche decennio”. E’ questo il tempo che Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei deputati, stima per vedere il nucleare farsi realtà. Un concetto ribadito nel corso del panel “Valori e cultura dei conservatori”, che ha aperto la quinta edizione de “L’Italia dei Conservatori”. Nel suo intervento, Rampelli ha delineato una visione del conservatorismo che, lontana dall’essere sinonimo di immobilismo o di ostilità al cambiamento, si propone di trasformare lo status quo per recuperare e rigenerare quei valori universali che, secondo il vicepresidente della Camera, sono alla base della civiltà umana. Un pensiero che dovrebbe superare i confini degli schieramenti politici e trovare nel rispetto della libertà, nella tutela dell’ambiente e nella riscoperta delle radici europee alcuni dei suoi principi fondanti.
Centrale, poi, il tema dell’energia e dell’ambiente, con il nucleare pronto ad offrire un’arma di riscatto. I tempi, però, potrebbero non essere così brevi. Ecco le sue parole ad Affaritaliani:


