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Politica

La politica romana travolta dallo scandalo di Mafia Capitale, e dalla politica nazionale arrivano le prime, dure reazioni ai contenuti dell'inchiesta. La presidente della Camera Laura Boldrini ha manifestato  "totale sdegno. Bisogna fare quanto prima chiarezza, chi ha responsabilità deve renderne conto quanto prima".

E il Pd romano è piombato nel caos, con il premier Renzi che in serata ha annunciato il commissariamento, nominando il presidente del Pd Orfini come commissario. Renzi aveva detto poco prima: "O ci pensa il Pd romano a fare pulizia o ci pensa il Pd nazionale". La nomina è arrivata alla fine di una giornata convulsa.

Il deputato democratico Roberto Morassut, ex-assessore all'urbanistica con Veltroni, intervistato a Radio Città Futura, aveva proposto di azzerare il tesseramento nella Capitale: "Bisogna aprire una discussione finalmente sincera al nostro interno, il nostro tesseramento andrebbe azzerato e rifatto da capo. Sono convinto che le riserve democratiche di questo partito siano ancora grandi e non vadano disperse, occorre recuperare quelle che si sono allontanate, intervenendo con delle azioni decise. Bisogna intervenire su come si fa il tesseramento, sulla trasparenza delle spese elettorali, introdurre l'anagrafe patrimoniale degli eletti, accessibile ad ogni cittadino". Nonostante l'autocritica, Morassut ha poi specificato la differenza tra i governi Veltroni e Rutelli e quello di Alemanno.

Anche Matteo Orfini, presidente nazionale del partito, aveva parlato di azzeramento, che ora sarà suo compito: "Una vicenda agghiacciante per il sistema criminale che emerge e le responsabilità della politica. Emerge a Roma un partito da rifondare e ricostruire su basi nuove".

Il M5s. "Chiediamo un incontro al prefetto perché ci siano tutti i presupposti per sciogliere il Comune di Roma per mafia". Lo ha annunciato Alessandro Di Battista del direttorio M5s nel corso di una conferenza stampa organizzata dal movimento in Campidoglio, dopo l'operazione che ha condotto alla scoperta di una cupola mafiosa a Roma con 37 arresti e centinaia di indagati.

"Marino non è degno di fare il sindaco - ha continuato Di Battista - non perché sia coinvolto nelle indagini ma perché non si è accorto di nulla. E' solo una foglia di fico in un sistema complessissimo gestito dai criminali. Per noi gli incapaci sono colpevoli quanto i delinquenti".

"Una forza non è coinvolta - ha aggiunto il capogruppo capitolino del M5s, Marcello De Vito - ed è il Movimento 5 Stelle. Noi siamo veramente stanchi, non è più tollerabile questo sistema di potere che fa schifo e deve essere letteralmente smantellato".

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