Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
“No alle dimissioni di Marino e Poletti. Nessuno poteva immaginare quello che stava dietro la Cooperativa 29 giugno, che era considerata da tutti e non solo dal ministro un fiore all’occhiello”. Lo afferma ad Affaritaliani.it Matteo Orfini, commissario del Pd romano commentando l’inchiesta ‘Mafia Capitale’. Che fare a questo punto? “Riflettere sulle preferenze. Soprattutto nelle grandi realtà metropolitane espongono al rischio di infiltrazioni criminali. I collegi uninominali sono una soluzione in grado di tenere insieme sia la possibilità di scegliere gli eletti da parte dei cittadini sia quella di avere un maggior controllo”. E infine il presidente del Partito Democratico ammette: “In questi anni anche il Pd ha sbagliato qualcosa”.
Esclude le dimissioni del sindaco Marino e le elezioni anticipate a Roma?
“Marino è stato ed è un argine al dilagare delle infiltrazioni criminali in questa città, come dimostrano le notizie sull’inchiesta. E quindi non avrebbe alcun senso levare l’argine”.
Il ministro Poletti dovrebbe dimettersi?
“Assolutamente no. Il ministro Poletti ai tempi di quella foto era il presidente della Lega delle Cooperative e quella cooperativa era un fiore all’occhiello secondo tutti, non solo secondo Poletti. Nessuno né nella politica né nelle amministrazioni né nell’opinione pubblica poteva immaginare quello che c’era dietro la Cooperativa 29 giugno. Gli attacchi a Poletti sono del tutto strumentali perché è del tutto evidente che non ha alcuna responsabilità per essere stato lì”.
Bisognerebbe rivedere lo strumento delle preferenze?
“Credo che dobbiamo riflettere sullo strumento delle preferenze. Soprattutto nelle grandi realtà metropolitane un meccanismo come quello delle preferenze più di altri espone al rischio di infiltrazioni. D’altra parte nella storia di questo Paese le preferenze furono abbandonate proprio per questo”.
Meglio liste bloccate?
“Penso che oltre a liste bloccate e preferenze ci siano anche altre opzioni. Ho sempre pensato che i collegi uninominali siano una soluzione in grado di tenere insieme sia la possibilità di scegliere gli eletti da parte degli elettori ma anche quella di avere un maggior controllo”.
Il Pd deve fare un mea culpa?
“Beh, se abbiamo commissariato il Pd di Roma è perché evidentemente qualcosa si è sbagliato in questi anni”.
