La vittoria "tintinnante" dei cinquestelle - Affaritaliani.it

Palazzi & potere

La vittoria "tintinnante" dei cinquestelle

Quanto era successo l'anno scorso a Madrid e Barcellona con la vittoria dei candidati sostenuti da "Podemos" faceva prevedere anche gli esiti italiani? È il vento dell'antipolitica? Veramente a me sembra l'opposto. La vittoria tintinnante dei 5 Stelle a Roma e a Torino, due innegabili roccaforti della sinistra, dimostra come i cittadini siano magicamente in grado di punire il malgoverno e i politici di lungo corso. Pertanto, non è la causa ma l'effetto della cattiva politica, che include anche chi la fa per mestiere. Il centro destra, almeno nelle grandi città dove si è votato per il ballottaggio, è non pervenuto, proponendo candidati all'ultimo momento (Milano), deboli (Bologna) o debolissimi (Napoli). Sintomo ulteriore dell'assenza non solo di una strategia ma sopratutto di leadership nazionali responsabili e classi dirigenti locali credibili. Adesso i 5 Stelle saranno messi alla prova. Non ci vuole la sibilla cumana per sapere come andrà a finire: a Roma si farà malissimo, di meno a Torino dove può governare in modo sufficiente anche un orsacchiotto perché la cornice amministrativa è più solida che altrove. Ma tutto ciò non impedirà in ogni caso al movimento di Grillo di acquisire consensi. Le difficoltà amministrative di Parma (dove Pizzarotti ha vinto con una campagna contro il rigassificatore che è poi la prima cosa che fa fatto), a Livorno o altrove (come, per esempio, Venaria Reale, Quarto e Assemini) non influiscono affatto sugli esiti elettorali dei pentastellati. Forse, però, il cambio di scala rappresentato dal governo della Capitale potrebbe creare un'inversione se il cambiamento non verrà percepito. Infatti, una città che ha intimamente compreso che "morto un papa, se ne fa un'altro" sarà una cartina al tornasole importante. Però potrebbe essere per nulla determinante se i partiti "storici" continueranno nel loro "familismo amorale" selezionando una classe dirigente improbabile tanto da essere spesso incapace di affrontare alcun tipo di serio problema politico o amministrativo, al di là di propinare qualche slogan ad effetto. Sia chiaro: i 5 Stelle non sono affatto alieni del pianeta Vega e saranno incapaci nella gestione della cosa pubblica esattamente come gli altri. Ma hanno il vantaggio di avere di fronte il nulla politico. Quando gli elettori, il 76 per cento dei quali non riesce a comprendere un semplice testo scritto nella nostra lingua, si renderanno conto di questo cambieranno rapidamente direzione orientandosi o verso nuove proposte politiche al momento non esistenti o, più facilmente, verso l'astensionismo. In quest'ultima ipotesi, gli attuali soggetti politici, in una democrazia ridotta a semplice procedura, hanno tecnicamente la possibilità di sopravvivere. Come quelle stelle la cui luce vediamo splendere nel cielo ma che in realtà sono già morte da tempo.


 

Étoile Sauvage
*Intellettuale meridionale,
conservatore e rivoluzionario