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Palazzi & potere
Zingaretti stanco di Renzi e Conte: spunta l'ipotesi franceschini

Il Pd per ora sta alla finestra. Considera sia Conte che Renzi responsabili della situazione di stallo in cui ci si trova. Fra l'altro stare dentro il chiacchiericcio di una crisi non fa bene ai sondaggi, e quindi dal partito di Zingaretti è venuto l'ordine di stare fuori da queste vicende. "Siamo responsabili e costruttivi. Tifiamo affinché il governo abbia un reale cambio di passo. Ma ora la vicenda non è più in mano nostra" è il leitmotiv che gira fra i Dem. La famosa "terza via" di Zingaretti, stufo sia dell'avventutismo di Renzi che dell'immobilismo di Conte. Ed alla fine sono in tanti a pensare che le elezioni non dispiacerebbero affatto al segretario del Pd. Qualcosa però anche in casa Dem si muove e una parte del partito comincia a sostenere che l'unica via non sarebbe quella delle elezioni in caso di naufragio del Conte 2. Ecco perché, come già rivelato per primi nei giorni scorsi, nelle riunioni riservate comincia a circolare il nome di Dario Franceschini. C'è chi dice che potrebbe essere il profilo ideale per il dopo Conte: elegante, mediatore, stimato in Europa ed apprezzato dai poteri forti, "bipartisan" come nessuno tanto da non dispiacere nemmeno all'opposizione (eccellenti i rapporti con Giancarlo Giorgetti e Silvio Berlusconi). "Sarebbe un'operazione perfetta" spiegano dal Nazareno: scongiurerebbe l'arrivo di Mario Draghi (che i dem non vogliono assolutamente perché "con lui non si toccherebbe palla" e "con i tecnici abbiamo già dato") e consentirebbe all'attuale coalizione di rimanere unita, renziani compresi (e difficilmente i grillini potrebbero dire no ad un ministro dell'attuale governo). Inoltre, si dice, saprebbe gestire al meglio anche dialogando con l'opposizione (accontentando così il Quirinale) i piani di rilancio del paese e l'uscita dell'Italia dall'emergenza Covid. Insomma, metterebbe d'accordo tutti. Lo stesso Renzi, in riunioni riservate recentemente avrebbe più volte fatto il nome dell'ex esponente "popolare" come possibile "carta coperta" da giocare in caso di crollo del Conte 2. Nome che non potrebbe non avere il placet del Quirinale, da sempre in grande sintonia con l'attuale Ministro della Cultura; si dice che Dario non faccia mai un passo senza prima una rapida consultazione con il Colle.

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