“Per riconoscenza ho accettato di prendere una tazza di caffè, ma continuerò il mio sciopero“, ha spiegato Pannella all’Adnkronos
Nel colloquio si sarebbe parlato di amnistia
Anni fa sarebbe stato impensabile: un Papa chiama Marco Pannella e questi gli dà retta. Invece è tutto vero: preoccupato dalle notizie sulla salute del leader radicale (protagonista in passato in battaglie come il divorzio, la liberalizzazione delle droghe leggere e l’aborto, viste come il fumo negli occhi dalla Chiesa cattolica), Papa Francesco ha preso il telefono e usato con lui lo stesso metodo adottato con decine e decine di altre persone: lo ha chiamato e si e’ presentato. Una chiacchierata di venti minuti all’incirca. Fruttuosa, si direbbe: al termine Pannella ha annunciato lo stop allo sciopero della sete, che certo non gli facilitava il recupero dai postumi dell’intervento di alcuni giorni fa.

