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Pd video “omofobo”: trappola e gogna pubblica per screditare l’autore – FOTO

Intervista a Fabio Ragni candidato segretario Pd ad Ancona: la storia di una goliardata innocente costatagli ingiustamente la crocefissione mediatica

Pd video “omofobo”: trappola e gogna pubblica per screditare l’autore – FOTO
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Pd video “omofobo”: trappola e gogna pubblica per screditare l’autore – FOTO
Pd video “omofobo”: trappola e gogna pubblica per screditare l’autore – FOTO
Pd video “omofobo”: trappola e gogna pubblica per screditare l’autore – FOTO
Pd video “omofobo”: trappola e gogna pubblica per screditare l’autore – FOTO
Pd video “omofobo”: trappola e gogna pubblica per screditare l’autore – FOTO

Il video “omofobo” del candidato segretario Pd ad Ancona ha infiammato l’altrimenti sonnacchiosa ultima domenica di luglio. Così come la gogna pubblica al suo giovane autore, il 25enne Fabio Ragni, sbattuto su numerose bacheche facebook e sui giornali come il classico “mostro in prima pagina”. Pietra dello scandalo un video amatoriale, girato da Ragni – studente di Giurisprudenza e appassionato di regia – qualche anno fa con amici e coinquilini. Il video, goliardico, ruota a un presunto profumo “Acqua di Frogio” (parodia di Acqua di Giò di Giorgio Armani) che renderebbe irresistibile qualunque gay, anche il meno affascinante e “cool”. 

Dove sia lo “sfregio ai gay”, “l’attacco omofobo”, la “vergognosa derisione della comunità omosessuale”, la “deleteria misoginia” che è stata imputata via via al video e al suo autore non si sa. Chiunque guardi il video con una briciola di raziocinio può al massimo sorridere a denti stretti di fronte alla prova di un videomaker principiante e a battute che farebbero sbadigliare anche un convento di suore di clausura. Ma è domenica mattina e ormai lo scandalo è già lì bell’e pronto, sbattuto in prima pagina, con un giovane finito nell’occhio del ciclone e massacrato senza neanche un perché. Fra invettive di gay indignati (di che non si capisce) e di etero solerti e solidali (non si sa per cosa), ecco che spunta il reale motivo di tutta questa bagarre: Fabio Ragni è candidato alla segreteria del Pd di Ancona. E guarda caso, qualcuno ha fatto rispuntare ad hoc un video girato anni prima e poi cancellato, infiocchettandolo ad arte come scandalo omofobo. 

E i vertici del Pd, che ultimamente – diciamolo – navigano a vista, cadono come pere nella trappola tanto che la responsabile del novello dipartimento Pari Opportunità, l’onorevole Silvia Fregolent, si spinge financo a un comunicato di stigmatizzazione del video in questione. Si sa che la comunità LGBT è particolarmente suscettibile, troppo da un po’ di tempo a questa parte, e inimicarsela potrebbe essere un pericolo. Quindi meglio contribuire a esporre alla gogna pubblica un giovane, anziché ridimensionare il tutto per quello che è: tanto rumore per nulla.

Fabio Ragni, il giovane autore del video “scandalo, ha spiegato la sua versione in un post pubblicato su facebook corredato da screenshot di suoi status passati che lo scagionano completamente dall’accusa di omofobia, e ha accettato di rispondere alle nostre domande.

Ci racconti bene come è andata la storia del video?

La storia è semplice: 4 anni fa ho fatto una goliardata universitaria, Di quelle sciocche, Di quelle di cui poi te ne penti, Perché capisci che non aveva senso. Con amici e coinquilini ci inventammo un video parodia. Lo feci pensando a un mio carissimo amico gay e ai suoi vezzi, lui stesso rise del video quando lo vide quindi non pensai che potesse essere offensivo per qualcuno. Sono una persona molto sensibile a certe tematiche, come dimostrano gli status di cui ho pubblicato gli screenshot. Pubblicati in passato quando non c’era minimamente l’idea di candidarmi ad alcunché Lo scopo era puramente ironico e non era un video da diffondere di certo. Dopodiché mi sono imbattuto nello stesso a Febbraio di quest’anno ed ho deciso di rimuoverlo perché non mi faceva neanche più ridere, Ma soprattutto ho, Con una maturità diverso, ritenuto potesse offendere qualcuno. Poi il dramma. Cosa è successo? Capita che quando ti metti in gioco per una carica allora cerchino i tuoi scheletri nell’armadio, se questo può considerarsi tale. Sono una persona pulita, Non si trova nulla e le cose si inventano. Hanno costruito a regola d’arte una macchina del fango ben funzionante. Mi hanno fatto passare per quello che non sono e questa è la cosa che più mi ferisce.

Mi stai dicendo quindi che il video è un attacco mirato ad affossare la tua candidatura a segretario del Pd di Ancona?

Il progetto di candidatura viene presentato il 28 Luglio, il giorno dopo viene ritirato un fuori un video che da Febbraio non era più in rete. Qualcuno deve averlo scaricato appositamente in tempo non sospetti per bruciarmi. E a volte il nemico è vicino più di quanto sembri.

Accuse pesanti, stai dicendo che il colpevole è qualcuno dentro il tuo stesso partito?

Probabile. Normale che quando un giovane progressista si impegna per cambiare le cose qualcuno non la prenda bene. Soprattutto chi da anni non ha fatto nulla per migliorare la situazione del partito e del paese.

Cosa ti senti dire ai gay che si sono sentiti offesi dal tuo video?

Molti sono ragazzi che s’impegnano socialmente per i diritti della comunità LGBT. Ho stima per loro e sarò sempre al loro fianco, Ora come in passato. Ripeto, Se qualcuno si è offeso mi dispiace, Ma la gogna mediatica non serve a nulla. I veri retrogradi, i veri omofobi non sono i Fabio Ragni del caso. Sono coloro che non accettano omosessuali negli alberghi, coloro che pensano vadano curati, etc. Queste sono le idee da combattere. E su questo sarò sempre con loro. Bisogna darsi da fare. Le sedi del Pd sono vuote, e se c’è qualcuno sappiamo bene qual è l’età media. Triste che, quando un giovane si presenta per una candidatura, venga tartassato e sbattuto in prima pagina come un mostro. Sulla base di finti perbenismi e di ipocrisia, che sono le prima cause dell’allontanamento dei giovani dalla politica e in ultima analisi dal Pd.

Ci auguriamo che tutto venga chiarito al più presto e che la vita di Fabio Ragni possa tornare presto alla normalità, quella di un giovane ragazzo impegnato politicamente, gentile ed educato fatto passare come  “mostro” per fini biechi. E ci auguriamo che i vertici del Pd si rendano conto della cantonata presa, sulla scia emotiva di una vergognosa gogna pubblica domenicale.