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Polito e il Big Bang

Analisi dell’editoriale odierno sul Corriere della Sera

Oggi Antonio Polito fa un editoriale interessante e di spessore sul Corriere della Sera in cui analizza la situazione politica italiana a partire da quel “Big Bang” del 1992 che segnò l’inizio della stagione di Mani Pulite.

L’analisi è interessante perché Polito vuole utilizzare la chiave di lettura del cambiamento del “nuovo inizio”, appunto il Big Bang, per cercare di decifrare la situazione attuale che non riguarda, come allora il mondo dopo la caduta del Muro di Berlino solo l’Italia.

Allora si “importava” un “nuovo ordine mondiale” ora, secondo Polito, si importerebbe un “nuovo disordine mondiale” basato sui governi Trump e Putin.

Dunque l’Italia -sempre secondo Polito- può solo sperare che duri la Ue e non si disintegri sotto la spinta dei populismi nazionali.

Questo punto del ragionamento non appare convincente perché attualmente è la Germania che guida l’Unione e lo fa per interessi concreti, in primis la sua economia e poi di egemonia politica. Dunque quale il vantaggio per l’Italia?

Se vincono i nazionalismi vince la legge del più forte -scrive Polito- ma non è di fatto già così?

Si tratterebbe a ben guardare di scegliere se essere sfruttati dalla Merkel come dice Trump o dagli altri uscendo dalla Ue.

Il ragionamento che molti fanno a questo punto, e non solo in Italia, è quello che se si deve andare a fondo lo si fa da soli scegliendo almeno le modalità di inabissamento.

 

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