E' terminata l'udienza pubblica della Corte Costituzionale chiamata a decidere sulla legittimità del Porcellum. I giudici al termine dei lavori hanno deciso di fissare per il 14 gennaio una camera di consiglio sull'ammissibilità di un referendum e quello potrebbe essere il giorno della decisione, sempre che la Corte ritenesse ammissibile il quesito.

"Tutto normale" dice ad Affaritaliani.it l'avvocato Aldo Bozzi che ha proposto il ricorso da privato cittadino.  L'avvocato non si esprime su quanto affermato dal Presidente del Senato Piero Grasso che, in riferimento ai ritardi sulla legge elettorale ha ammonito: "Se lo stallo dovesse continuare, nonostante i recenti sviluppi politici, non esiterò un attimo a sostenere il trasferimento di questo tema alla Camera dei Deputati". "Si tratta di due strede completamente differenti (quella della Consulta e quella del Parlamento ndr). Mi auguro un cambiamento della legge elettorale ma non faccio politica". E circa l'ammonimento di Brunetta che ha detto:

"Se la Consulta boccia il Porcellum decadono automaticamente 148 deputati Pd", l'avvocato sentenzia: "Sono tutte fantasie".  Una cancellazione del premio di maggioranza non avrebbe effetti retroattivi. "Il percorso della Consulta è perfettamente regolare. Ha rinviato la discussione alla camera di consiglio più vicina, ossia quella del 14 gennaio." Nessuna polemica: "Sta facendo il suo mestiere"

La discussione riguarda in particolare il premio di maggioranza per Camera e Senato con relativa esclusione del voto di preferenza, contenuti nell'attuale legge elettorale.

Ad aprire i lavori è stato il giudice relatore Giuseppe Tesauro, che ha esposto il caso. La parola è passata poi ai ricorrenti, tra cui lo stesso avvocato Aldo Bozzi, promotore dell'azione contro il "porcellum" giunta fino in Cassazione e rinviata dalla Suprema corte alla Consulta. Secondo Bozzi il Porcellum è responsabile di una "reiterata lesione del diritto di voto".

"L'esercizio di voto non è libero - ha detto l'avvocato, durante l'udienza alla Corte Costituzionale - ed è condizionato e compresso da questa legge elettorale". L'avvocato Felice Carlo Besostri, altro legale che rappresenta le ragioni dei ricorrenti contro la legge elettorale in Consulta, ha poi sottolineato che con un intervento della Corte Costituzionale sul premio di maggioranza e sulle liste bloccate "non c'è il rischio di un vuoto legislativo".

 

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E' terminata l'udienza pubblica della Corte Costituzionale chiamata a decidere sulla legittimità del Porcellum. I giudici al termine dei lavori hanno deciso di fissare per il 14 gennaio una camera di consiglio sull'ammissibilità di un referendum e quello potrebbe essere il giorno della decisione, sempre che la Corte ritenesse ammissibile il quesito.

"Tutto normale" dice ad Affaritaliani.it l'avvocato Aldo Bozzi che ha proposto il ricorso da privato cittadino.  L'avvocato non si esprime su quanto affermato dal Presidente del Senato Piero Grasso che, in riferimento ai ritardi sulla legge elettorale ha ammonito: "Se lo stallo dovesse continuare, nonostante i recenti sviluppi politici, non esiterò un attimo a sostenere il trasferimento di questo tema alla Camera dei Deputati". "Si tratta di due strede completamente differenti (quella della Consulta e quella del Parlamento ndr). Mi auguro un cambiamento della legge elettorale ma non faccio politica". E circa l'ammonimento di Brunetta che ha detto:

"Se la Consulta boccia il Porcellum decadono automaticamente 148 deputati Pd", l'avvocato sentenzia: "Sono tutte fantasie".  Una cancellazione del premio di maggioranza non avrebbe effetti retroattivi. "Il percorso della Consulta è perfettamente regolare. Ha rinviato la discussione alla camera di consiglio più vicina, ossia quella del 14 gennaio." Nessuna polemica: "Sta facendo il suo mestiere"

La discussione riguarda in particolare il premio di maggioranza per Camera e Senato con relativa esclusione del voto di preferenza, contenuti nell'attuale legge elettorale.

Ad aprire i lavori è stato il giudice relatore Giuseppe Tesauro, che ha esposto il caso. La parola è passata poi ai ricorrenti, tra cui lo stesso avvocato Aldo Bozzi, promotore dell'azione contro il "porcellum" giunta fino in Cassazione e rinviata dalla Suprema corte alla Consulta. Secondo Bozzi il Porcellum è responsabile di una "reiterata lesione del diritto di voto".

"L'esercizio di voto non è libero - ha detto l'avvocato, durante l'udienza alla Corte Costituzionale - ed è condizionato e compresso da questa legge elettorale". L'avvocato Felice Carlo Besostri, altro legale che rappresenta le ragioni dei ricorrenti contro la legge elettorale in Consulta, ha poi sottolineato che con un intervento della Corte Costituzionale sul premio di maggioranza e sulle liste bloccate "non c'è il rischio di un vuoto legislativo".

 

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