“Da tempo reputo conclusa la parabola politica di Berlusconi: da anni, egli non esprime una posizione politica e non interpreta il sentire del suo popolo, perché è preso nelle proprie vicende e nella tutela, pur comprensibile, dei propri interessi”.
Soprattutto a causa di questa sua, chiara e legittima, posizione, espressa il 2 marzo, in una intervista al “Corriere della Sera”, Marcello Veneziani ha dovuto rinunciare alla collaborazione-che iniziò 25 anni fa con l’allora direttore, Indro Montanelli- con “Il Giornale”, di proprietà del fratello di Silvio Berlusconi, Paolo.
Al di là della solidarietà, che esprimiamo al brillante saggista pugliese, è molto preoccupante che, nel centrodestra, che deve rinnovare le proprie idee e i suoi dirigenti, non ci sia spazio per quanti, come Veneziani ed altri, sono estranei ai “cerchi magici” e obbedienti ai leader.
Ed ancor più preoccupante è che venga fatto pagare ai non allineati quello che il commentatore, nel commiato ai lettori, ha definito “il prezzo amaro della libertà e dell’incapacità di essere cortigiani, puttani e ruffiani”.
Pietro Mancini

