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Price cap, Silvestri (M5s): “Meloni ha implorato Eni di rinunciare agli utili in cambio del no agli extraprofitti. Più che affare, è una truffa”

Il pentastellato critica la strategia dell’esecutivo sul prezzo di benzina e diesel. E rilancia: “Serve un sovranismo energetico”

Price cap, Silvestri (M5s): “Meloni ha implorato Eni di rinunciare agli utili in cambio del no agli extraprofitti. Più che affare, è una truffa”

Caro carburanti, Silvestri (M5S): “La mancetta del governo non fermerà gli extraprofitti”

Sul caro carburanti il governo dovrebbe intervenire direttamente, senza affidarsi agli accordi volontari con le compagnie. È questa la posizione di Francesco Silvestri, esponente del Movimento 5 Stelle, che parlando ad Affaritaliani contesta l’impostazione scelta dall’esecutivo per contenere il prezzo di benzina e diesel.

“Intervenire direttamente vorrebbe dire fare una politica energetica nazionale e il governo Meloni non ha il coraggio di fare scelte forti verso chi sta speculando sulla crisi. Quel che è stato fatto è implorare Eni di rinunciare a una parte dei suoi giganteschi utili e in cambio le è stato promesso che non ci sarebbero state tasse sugli extraprofitti.

Praticamente è uno scambio in cui a perderci saranno sempre i cittadini e le imprese che dovranno rinunciare a tasse miliardarie sulle compagnie energetiche per avere qualche centesimo di sconto, per un tempo limitato, alla pompa di benzina. Non é un affare, è una truffa”, dice Silvestri.

Tra i nodi sollevati dal Movimento 5 Stelle c’è anche quello della concorrenza. “Un prezzo calmierato praticato dalle grandi compagnie potrebbe infatti creare difficoltà ai piccoli gestori indipendenti. Si tratta di uno scenario possibile. Un ulteriore aggravio che si aggiunge alla difficoltà dei cittadini e delle imprese”.

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Ma cosa serve, allora, nel concreto, per far fronte all’aumento dei prezzi dei carburanti? “Un sovranismo energetico che non lasci il Paese alla mercè degli speculatori internazionali o delle tensioni geopolitiche. Ovviamente, è vero che la guerra in Medio Oriente non è scoppiata per responsabilità del governo Meloni, ma é anche vero che si é nutrita della complicità di questa maggioranza cosi come di quella di molti leader europei. La pavidità, l’ignavia e la complicità hanno sempre un costo. E lo stanno pagando gli italiani”, dice il pentastellato, secondo cui le sole misure temporanee non possono rappresentare una risposta sufficiente all’aumento dei prezzi.

Il tema degli extraprofitti torna quindi al centro delle proposte che il Movimento 5 Stelle intende portare avanti in vista della prossima legge di bilancio. “Se pensano che questa mancetta fermerà il tema degli extraprofitti si sbagliano di grosso. Chiederemo ancora una volta, come fatto decine di volte negli ultimi 4 anni con risoluzioni, mozioni e ordini del giorno, di rialzare la testa del Paese per far pagare più tasse a chi si sta arricchendo sulla sofferenza delle persone. Tutto questo si chiama approfittare di un particolare momento storico per arricchirsi, si chiamano extraprofitti. Non possiamo più accettare un sistema fiscale così inicuo, nel quale chi specula in borsa paga la metà delle tasse di chi lavora nell’economia reale. É inaccettabile”, prosegue.

Anche le manifestazioni in Calabria sembrano lanciare, per il pentastellato, un segnale di disaccordo: “Naturalmente, il malcontento colpisce ancora di più le zone con le economie più fragili, ma è ovunque. Serve un’immediata inversione di rotta. Serve mandare a casa il prima possibile questo governo”, conclude.

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