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Primarie Pd, Penati vale il 2%. Con lui Emiliano sale al 22-25%

“Modello alternativo al renzismo”

Filippo Penati vale due punti percentuali e grazia al suo sostegno Michele Emiliano, candidato alle primarie del Pd, sale dall’attuale 20-23% al 22-25%. Ad affermarlo ad Affaritaliani.it è Alessandro Amadori, sondaggista e vicepresidente dell’Istituto Piepoli

Filippo Penati vale due punti percentuali e grazia al suo sostegno Michele Emiliano, candidato alle primarie del Partito Democratico, sale dall’attuale 20-23% al 22-25% sottraendo un punto sia a Renzi (attualmente al 60-65%) sia ad Orlando (10-12%). Ad affermarlo ad Affaritaliani.it è Alessandro Amadori, sondaggista e vicepresidente dell’Istituto Piepoli.

“Penati è certamente una bravissima persona ed è stato un buon amministratore. Aveva un consenso anche significativo poi, a casua di una serie di vicisittudini, è stato marginalizzato dalla politica per un periodo abbastanza lungo finendo dietro le quinte. Penati – spiega Amadori – aveva un forte radicamento soprattutto nella zona Nord della provincia di Milano e nell’area di Sesto San Giovanni, dove è stato sindaco per tanti anni. Io ho sempre avuto molta stima in lui ed ero sicuro che sarebbe uscito pulito dall’inchiesta, come è poi avvenuto. Ottimo amministratore, serio e competente. Il suo modello è alternativo al renzismo in quanto poco protagonista e poco prima donna. Penati è uomo di team, di squadra e quindi è normale che non stia con l’ex premier”.

“Detto questo – prosegue il sondaggista – Penati è stato in sordina per molto tempo e il rischio è quello di venire un po’ dimenticati. Ed è stato nel ‘congelatore’ in anni in cui il Pd anche a Milano si è molto renzizzato. Può dare un contributo importante alla candidatura di Emiliano a segretario soprattutto se sarà in grado di riattivare la sua rete territoriale perché viviamo in una stagione dove conta molto il day-by-day. Va ricordato che Penati perse il ballottaggio con Podestà per la Provincia di Milano sfiorando il 50% con la sua lista personale che ottenne risultati significativi. E quindi potrebbe aiutare il Governatore della Puglia a sottrarre un punto sia a Renzi (in quanto più sistemico e meno personalistico) sia ad Orlando”, conclude Amadori.