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Prostitute e viaggi a politici in cambio di favori e appalti

Prostitute e viaggi a politici in cambio di favori e appalti
polizia postale
Una inchiesta fa tremare il comune di Potenza. Un gruppo di imprenditori avrebbe offerto sesso e viaggi a politici in cambio di appalti. Agli arresti domiciliari un imprenditore e due politici, uno dei Verdi e uno del Pd

La Procura di Potenza ha aperto un filone di inchiesta indagando su alcune donne offerte a politici locali in cambio di trattamenti di favore nell’assegnazione di appalti pubblici. Secondo l’accusa il consigliere comunale di Potenza, Rocco Fiore, renziano di ferro, sarebbe stato avvicinato da alcuni imprenditori che gli avrebbero offerto donne compiacenti e tre viaggi, uno dei quali per andare alla convention della Leopolda a Firenze.

Nel Novembre 2012 infatti Fiore ha lasciato Potenza assieme all’imprenditore Bartolo Santoro per raggiungere la citta di Matteo Renzi. Il costo della trasferta, pari a 900 euro, fu pagato dall’imprenditore, indagato insieme a Fiore per corruzione. Nel fascicolo si parla di altri due viaggi: uno a Bologna e uno a San Salvo, in provincia di Chietei. Secondo gli investigatori anche in queste occasioni l’imprenditore avrebbe pagato a Fiore della ‘compagnia femminile’.

C’è poi un’altra pista che stanno seguendo i pm. Almeno tre ragazze, non escort, ma in cerca di lavoro, sarebbero state offerte a dei politici in cambio di favori. A questo riguardo la procura lucana ha interrogato l’assessore al turismo del comune di Potenza, Luciano De Rosa, del centrosinistra. De Rosa ha assicurato d essere estraneo alla vicenda.

Il 21 febbraio scorso sono finiti agli arresti domiciliari tre persone: il consigliere comunale di Potenza Rocco Fiore, 38 anni, indagato in qualità di responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Avigliano; Giuseppe Brindisi, 53 anni, dirigente del Comune di Potenza, all’epoca dei fatti segretario regionale della Basilicata dei Verdi; e l’imprenditore edile Bartolo Santoro, 36 anni. A firmare i tre provvedimenti di custodia cautelare è il gip del Tribunale di Potenza, Rosa La Rocca, su richiesta del pm Francesco Basentini. Secondo i pm l’imprenditore Leonardo Mecca avrebbe usato delle donne per corrompere i politici e aggiudicarsi un appalto da 23 mila euro.