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Politica
Province, il Senato vota sì. Ora si torna alla Camera

Si' dell'aula del Senato alla fiducia posta dal governo sul maxiemendamento interamente sostitutivo del ddl Delrio di riforma delle Province. I voti favorevoli sono stati 160, i contrari 133. Il provvedimento dovra' tornare alla Camera per il via libera definitivo dal momento che il maxiemendamento approvato contiene le modifiche inserite in commissione.

Ieri, il presidente del Consiglio aveva scritto su Twitter: "Se domani passa la nostra proposta sulle Province, tremila politici smetteranno di ricevere un'indennità dagli italiani #lavoltabuona". Il voto finale al Senato è previsto per le 18. Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, ha spiegato ieri in Aula che non sarà possibile iniziare per ora l'esame degli emendamenti, presentati fino alle 17 di ieri, sono circa 3mila, perchè devono ancora passare il vaglio della commissione Bilancio. Oggi è prevista anche la replica del relatore e del governo.

Al di là delle procedure però il provvedimento sconta le tensioni all'interno della maggioranza che ieri l'hanno vista andare sotto in commissione su un paio di voti, nulla di fondamentale, ha chiarito il relatore Francesco Russo, ma che danno il senso dei problemi che la riforma ha sollevato, determinante l'assenza di Mario Mauro (PI) ma anche Ncd ha fatto mancare il suo sostegno. Anche sulle pregiudiziali del resto si è sfiorato per soli 4 voti di scarto il rischio di vedere affossato il ddl Delrio che, se modificato a Palazzo Madama, dovrà ritornare alla Camera per il via libera definitivo con tempi strettissimi. E' infatti indispensabile che la riforma entri in vigore prima dei primi di aprile per evitare che alle amministrative si debbano tenere anche le provinciali.

In ogni caso seguirà a questo provvedimento di riorganizzazione degli enti locali anche la riforma costituzionale che abolirà del tutto le Province. Ma la fibrillazione politica di oggi è per lo più legata ad altre partite, e non a caso vede protagonisti i piccoli partiti che a Palazzo Madama possono far pesare i loro voti molto più che alla Camera: in ballo ci sono la legge elettorale e la riforma del Senato che da domani Matteo Renzi porterà al dibattito con i gruppi parlamentari del Pd per avviare subito dopo l'iter proprio in Senato.

 

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