E’ partita alla Camera la discussione generale sul disegno di legge  messo a punto da Graziano Delrio che dovrebbe abolire le Province fondere i comuni e istituire le città metropolitane. Il ddl però si è subito arenato. Il relatore Elena Centemero (Fi) ha annunciato il suo voto contrario e si è dimessa dal suo ruolo.  Ma arriva anche il no della Lega e perfino Ncd nicchia. Nessuna apertura da M5S che parla apertamente di “farsa e finta abolizione”. Parla di “requiem” della riforma Arcangelo Sannicandro di Sel.

Il ddl doveva essere il primo passo verso la cancellazione delle province e l'istituzione delle famose 10 città metropolitane. Non si tratta di una vera e propria abolizione che necessita di una modifica al titolo V della Costituzione.  Ma il ddl, se  passasse l'easame, prevede importanti modifiche. Intanto si potrebbero ottenere importanti risparmi con l'eliminazione delle elzioni provinciali (previste per l'anno prossimo) e con il taglio delle portone politiche. Il risparmio era calcolato in termini di 100- 150 milioni di euro annui.

La riforma di Delrio  riguarda 86 delle 107 Province cioè quelle a statuto ordinario. Secondo il testo di queste 86, 10 diventerebbero città metropolitane mentre le 56 rimaneti diventerebbero enti di "area vasta" con funzioni ridotte rispetto alle attuali Province. In pratica rinuncerebbero a tutte le funzioni delegate alle Regioni, come la formazione professionale, il turismo, beni culturali e sociali.

Le 10 città metropolitane cioè Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria avrebbero un sindaco metropolitano i cui poteri andranno dal territorio comunale a quello provinciale. A queste si aggiunge Roma capitale, con poteri specifici. Rispetto alle province avranno funzioni rafforzate. Per esempio dovranno gestire tutta la programmazione urbanistica e dunque tutti i piani regolatori.

Quindi malgrado i fiumi d'inchiostro e le promesse sull'abolizione in realtà anche questo ddl non prevede l'abolizione delle Province che invece sarà possibile solo con una modifica alla Costituzione.  Se l’iter andrà avanti le Province avranno funzioni ridotte e, per il momonto dovremo accontentarci.  

Il rischio, se non passasse il ddl è di trovarsi a fare nuove elezioni. Nel 2014, 54 amministrazioni dovrebbero andare al voto per eleggere presidente e giunta. Bisognerà vedere se prevarrà ancora una volta la fazione di quanti non credono nella riforma e sono pronti a bloccare il provvedimento.

 

2013-12-03T15:30:39.46+01:002013-12-03T15:30:00+01:00truetrue1546116falsefalse6Politica/politica4130997315462013-12-03T15:30:39.523+01:0015462013-12-04T11:41:00.75+01:000/politica/province031213false2013-12-03T18:30:21.61+01:00309973it-IT102013-12-03T15:30:00"] }
A- A+
Politica
Graziano Delrio
 

E’ partita alla Camera la discussione generale sul disegno di legge  messo a punto da Graziano Delrio che dovrebbe abolire le Province fondere i comuni e istituire le città metropolitane. Il ddl però si è subito arenato. Il relatore Elena Centemero (Fi) ha annunciato il suo voto contrario e si è dimessa dal suo ruolo.  Ma arriva anche il no della Lega e perfino Ncd nicchia. Nessuna apertura da M5S che parla apertamente di “farsa e finta abolizione”. Parla di “requiem” della riforma Arcangelo Sannicandro di Sel.

Il ddl doveva essere il primo passo verso la cancellazione delle province e l'istituzione delle famose 10 città metropolitane. Non si tratta di una vera e propria abolizione che necessita di una modifica al titolo V della Costituzione.  Ma il ddl, se  passasse l'easame, prevede importanti modifiche. Intanto si potrebbero ottenere importanti risparmi con l'eliminazione delle elzioni provinciali (previste per l'anno prossimo) e con il taglio delle portone politiche. Il risparmio era calcolato in termini di 100- 150 milioni di euro annui.

La riforma di Delrio  riguarda 86 delle 107 Province cioè quelle a statuto ordinario. Secondo il testo di queste 86, 10 diventerebbero città metropolitane mentre le 56 rimaneti diventerebbero enti di "area vasta" con funzioni ridotte rispetto alle attuali Province. In pratica rinuncerebbero a tutte le funzioni delegate alle Regioni, come la formazione professionale, il turismo, beni culturali e sociali.

Le 10 città metropolitane cioè Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria avrebbero un sindaco metropolitano i cui poteri andranno dal territorio comunale a quello provinciale. A queste si aggiunge Roma capitale, con poteri specifici. Rispetto alle province avranno funzioni rafforzate. Per esempio dovranno gestire tutta la programmazione urbanistica e dunque tutti i piani regolatori.

Quindi malgrado i fiumi d'inchiostro e le promesse sull'abolizione in realtà anche questo ddl non prevede l'abolizione delle Province che invece sarà possibile solo con una modifica alla Costituzione.  Se l’iter andrà avanti le Province avranno funzioni ridotte e, per il momonto dovremo accontentarci.  

Il rischio, se non passasse il ddl è di trovarsi a fare nuove elezioni. Nel 2014, 54 amministrazioni dovrebbero andare al voto per eleggere presidente e giunta. Bisognerà vedere se prevarrà ancora una volta la fazione di quanti non credono nella riforma e sono pronti a bloccare il provvedimento.

 

Iscriviti alla newsletter
Tags:
provincecittà metropolitane
in evidenza
La startup EdilGo guida la ripresa edile in Italia

Corporate - Il giornale delle imprese

La startup EdilGo guida la ripresa edile in Italia

i più visti
in vetrina
Luce e Gas, passaggio al Mercato Libero. Abbassalebollette fa chiarezza

Luce e Gas, passaggio al Mercato Libero. Abbassalebollette fa chiarezza


casa, immobiliare
motori
CUPRA Born: il suono della natura per farsi sentire

CUPRA Born: il suono della natura per farsi sentire


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.