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Politica
Puglia: sanità al collasso Dirigenti scrivono a Emiliano un'accusa durissima

In Puglia il personale è un terzo rispetto a quello in servizio nei dipartimenti sanità delle altre regioni d’Italia

Si era presagito con l'arrivo della pandemia da Covid-19: medici e infermieri hanno lavorato senza sosta, senza orari, senza giorni di riposo, nè ferie, nè permessi, nemmeno nei giorni di festa. Solo così hanno potuto assicurare la tenuta del sistema sanitario regionale in un momento delicatissimo come quello della pandemia globale. Ma oggi il sistema sanitario in Puglia è al collasso: "Così non si può più andare avanti"

Questo il messaggio di accusa durissimo partito dagli uffici dei dirigenti della Sanità regionale verso le caselle di posta elettronica del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, dell'assessore al ramo, Rocco Pales, e della presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone. 

Dieci le firme dell'email, quelle dei dieci dirigenti attualmente in servizio per dire che così non si può andare avanti perché non si è nelle condizioni di garantire nemmeno l’ordinaria amministrazione. Pochi i medici e gli infermieri, oberati di lavoro, vessati e ignorati: questa in sintesi l’accusa.

La carenza di personale non è stata nemmeno attenuata dai recenti concorsi indetti dalla Regione. Sono solo 10 i nuovi funzionari arrivati, e non ancora formati, sufficienti a coprire meno del 50% del personale andato in pensione o trasferito altrove.

Infatti, l'email inviata contiene un elenco di 21 nomi: i 21 dirigenti che negli ultimi 18 mesi sono andati in pensione o hanno scelto di essere trasferiti in altri dipartimenti più “remunerativi, con meno responsabilità e carichi di lavoro”.

In una recente indagine è stato rilevato che in Puglia il personale è un terzo rispetto a quello in servizio nei dipartimenti sanità delle altre regioni d’Italia. Ci sono interi settori retti da un unico dirigente, e il peggio è che "non risultano in organico unità di personale per presidiare e governatore materie come la salute mentale, la riabilitazione, le dipenenze patologiche, i minori, l’autismo, la sanità penitenziaria". 

Accusano anche le leggi approvate in Consiglio regionale, “all’unanimità e con il parere positivo del governo”. Per potenziare e rendere operativa l’attività di screening di popolazione per tumore al seno, al colon retto o per screening neonatale visivo, è introdotto un termine perentorio di 45 giorni dall’entrata in vigore della legge, che sta per scadere, dopo il quale i dirigenti saranno segnalati all’Organismo indipendente di valutazione dei risultati e le indennità saranno ridotte.

"È la prima volta che un organo legislativo assume competenza sulla performance dei dirigenti dell’amministrazione regionale”, scrivono nell'email: un'ingerenza inaccettabile, che porta a considerarli, per legge, “fannulloni, scansafatiche, distaccati e insensibili” con il parere favorevole del governo. 

La richiesta è non solo di ripristinare un rispetto reciproco tra gli organi di governo e i dirigenti, ma anche di provvedere all’assunzione di 30 dirigenti nell’immediato e altri 80 in pochi mesi. Perché, altrimenti, “non sussistono le condizioni oggettive per garantire l’ordinario”.

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