Qatargate, un pentito e la procura di Milano aiutano gli inquirenti
Proseguono le indagini sulle presunte tangenti dal governo del Qatar a politici europei. Dopo quattro giorni di colpi di scena, cellulari sequestrati e uffici sigillati, c’è un “pentito” che sta collaborando con gli inquirenti belgi per fare luce su quella che ormai viene chiamata “Italian connection”. Il giudice istruttore Michel Claise sta ricevendo assistenza giudiziaria anche dal pm di Milano Fabio De Pasquale.
Qatargate, trovati in tutto oltre 1,5 milioni euro tra Kaili e Panzeri
Ammonta ad oltre un milione e mezzo di euro il totale delle banconote trovate dalla polizia belga nel corso delle perquisizioni alle abitazioni di Antonio Panzeri e dell’ex vicepresidente dell’Eurocamera Eva Kaili, entrambi agli arresti per il Qatargate. Nel domicilio di Kaili viveva anche Francesco Giorgi, anche lui agli arresti. E’ quanto riportano i media belgi citando la polizia federale. Il computo comprende anche i contanti trovati nella valigia che il padre di Kaili aveva con sé mentre stava lasciando un albergo di Bruxelles. Il partner della Kaili starebbe rispondendo alle domande dei giudici.
Qatargate, trovati altri soldi nella casa milanese di Giorgi
Una somma in contanti, intorno ai 20mila euro, è stata sequestrata a Francesco Giorgi, assistente europarlamentare e compagno di Eva Kaili, vice presidente del Parlamento europeo. I soldi sono stati trovati dalla Guardia di Finanza nel corso di un perquisizione di un’abitazione di sua proprietà ad Abbiategrasso, in provincia di Milano. Le attività sono state eseguite nell’ambito di un ordine di investigazione europeo della Procura federale di Bruxelles che indaga sul cosiddetto Qatargate.
Eva Kaili rimossa (quasi) all’unanimità
La plenaria del Parlamento europeo ha rimossa Eva Kaili, l’eurodeputato S&d in arresto per corruzione, dalla vice presidenza del Parlamento. I votanti sono stati 628: 625 a favore, un contrario e due astenuti.
Eva Kaili si dichiara innocente ed estranea alle tangenti dal Qatar
Il legale di Eva Kaili, la vice-presidente greca del Parlamento europeo arrestata con l’accusa di corruzione, ha assicurato che la sua assistita non ha mai accettato mazzette dal Qatar.
“Si dichiara innocente ed estranea alle tangenti dal Qatar”, ha dichiarato l’avvocato Michalis Dimitrakopoulos, sul canale Tv greco Open TV. Rispondendo a una domanda sul denaro trovato a casa della donna a Bruxelles, il legale non ha confermato ne’ smentito: “non ho idea se e quanto denaro sia stato trovato”, ha detto.
Eva Kaili, socialista, 44 anni, una dei 14 vicepresidenti del Parlamento europeo, è stata arrestata venerdì scorso nella capitale belga. E’ accusata di aver ricevuto denaro dal Qatar per difendere gli interessi del Paese che ospita in questi giorni la Coppa del mondo di calcio.
Notevoli somme in contanti sono state sequestrate dalla magistratura belga in una 20ina di perquisizioni, di cui 600 mila solo a casa di uno degli accusati, secondo la procura federale. Oltre a Kaili, tre altre persone sono state arrestate, fra le quali il suo compagno italiano, mentre il padre, fermato venerdì, è stato poi liberato e “può tornare in Grecia”, ha detto l’avvocato
Qatargate: sigilli all’ufficio dell’assistente di Bartolo
Gli uffici dell’assistente dell’eurodeputato Pietro Bartolo all’Eurocamera di Strasburgo sono stati posti sotto sigillo, ha constatato l’Ansa. I sigilli sono stati apposti questa mattina, ha confermato una persona del suo staff.
Qatargate, finora sequestrati 1,5 mln in contanti
Finora la polizia federale belga ha sequestrato nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta corruzione dal Qatar un totale di 1,5 milioni di euro in contanti. Lo riporta Le Soir che ha pubblicato una foto dell’ingente somma sequestrata. Si tratta, scrive il giornale belga, dei soldi trovati nelle abitazioni dell’ex eurodeputato Antonio Panzeri e l’ex vice presidente Eva Kaili.
Nella pagina successiva le reazioni della politica italiana
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Qatargate: Renzi, “Per la sinistra compagni che sbagliano, una doppia morale che non va bene”
“Le responsabilità penali sono personali. Certo è che in alcuni casi c’è una sorta di doppia morale, di ipocrisia, questo vale soprattutto a sinistra. Quando le cose le fanno gli altri sono corrotti e pericolosi, se è in casa loro sono compagni che sbagliano. Non va bene. I moralisti senza morale non hanno più futuro”. Lo ha detto Matteo Renzi a Mattino cinque sul Qatargate.
“A me sembra un fatto di corruzione, qualcuno che ha preso dei soldi. Dobbiamo essere garantisti, anche se entro in casa e ti becco come zio Paperone c’è sempre la presunzione di innocenza, in questo caso si fa un po’ più fatica a credere”, ha detto. “Quello che mi fa arrabbiare che nei palazzi europei si dice sono gli italiani, questo mi fa arrabbiare nero. Non è vero, non è giusto. Dobbiamo fare trasparenza”, ha aggiunto. “Tutto è nato da un ex parlamentare europeo che se ne andò dal Pd perchè diceva che io ero contro i valori della sinistra. Ma quali erano questi valori?”, ha detto.
Qatargate, La Russa: “Vicenda che scandalizza, ma anche adolorato per l’Italia”
“Non bisogna mai essere lieti di puntare il dito, Panzeri è italiano, sono scandalizzato ma anche dispiaciuto” siamo di fronte a “una vicenda che infanga la politica e a anche l’Italia”. Così Ignazio La Russa, ospite di Quarta Repubblica su Rete 4 ieri sera.
Qatargate, Bonaccini: “Non c’è una questione morale della sinistra, ma sobrietà sia al centro del Congresso Pd”
“Questione morale vorrebbe dire che la gran parte dei dirigenti o amministratori locali fossero coinvolti. Ma si dovrebbe porre come elemento centrale del congresso il tema della sobrietà. E’ venuto il tempo di farlo non perchè dobbiamo sentirci in dovere per sentirci superiori ad altri. Ma io sono cresciuto con Berlinguer come riferimento, riferirsi a quella questione non è banale oggi”. Lo ha detto Stefano Bonaccini a Tg1 mattina parlando del Qatargate.”Il gruppo Pd ha fatto bene a prendere una posizione molto dura ma dobbiamo porre questa questione per evitare il ripetersi di episodi come questi”; ha aggiunto il governatore dell’Emilia Romagna.
Qatargate, Schinas: “Ho ricevuto solo un pallone e dei cioccolatini”
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Il vice presidente della Commissione europea, Margaritis Schinas, si dice estraneo alla vicenda che sta sconvolgendo la politica continentale, spiegando che i suoi tweet dedicati al Qatar “sono un simbolo di trasparenza. Tutte le persone che ho incontrato sono nel mio calendario pubblico e sento l’obbligo di twittare ciò che riflette il contenuto delle mie conversazioni e le linee guida o le posizioni della Commissione”.
“Potete sentire molte cose su di me, ma non credo che l’ingenuità descriva la mia storia professionale di decenni da funzionario. Per me, dopo 32 anni di servizio pubblico, c’è solo la limpidezza. Twitto e continuerò a farlo come segno di trasparenza. E grazie a Dio l’ho fatto. Potete immaginare il genere di critiche che avrei ricevuto se non avessi twittato tutto quello che ho fatto e detto alla luce di questo?”, ha detto rispondendo a una domanda sul suo tweet di novembre in cui ha elogiato il Qatar sui progresso nell’ambito dei diritti umani.
“Sì, dal Qatar ho ricevuto un pallone da calcio e una scatola di cioccolatini che ho lasciato entrambi all’autista che mi ha accompagnato allo stadio e c’era qualche souvenir del Mondiale che sta ben al di sotto del registro della Commissione. E per il quadro completo, lasciatemi dire che ho dato ai ministri del Governo che ho incontrato i regali prestigiosi del protocollo della Commissione, una candela e un fermacarte”, ha aggiunto.

