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Berlusconi al Quirinale? Che cosa ottengono Lega e FdI in cambio del sostegno

Quirinale, le ipotesi se Berlusconi fa flop. Il distinguo di Toti e…

Berlusconi al Quirinale? Che cosa ottengono Lega e FdI in cambio del sostegno
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In attesa del nuovo vertice a Villa Grande, che sancirà ufficialmente la candidatura di Silvio Berlusconi al Quirinale, emergono i punti salienti del patto nel Centrodestra, pur con l’importante distinguo di Coraggio Italia. Dalla quarta votazione i partiti della coalizione si impegnano…

Quirinale, Berlusconi fa flop? Un nome di Centrodestra

 

In attesa del nuovo vertice a Villa Grande, che sancirà ufficialmente la candidatura di Silvio Berlusconi al Quirinale, emergono i punti salienti del patto nel Centrodestra, pur con l’importante distinguo di Coraggio Italia. Dalla quarta votazione i partiti della coalizione si impegnano a votare l’ex Cavaliere, poi si vedrà nel dettaglio se il presidente della Camera Roberto Fico leggerà solo il cognome o anche il nome scritto sulle schede, e in cambio Lega e Fratelli d’Italia, ma anche Udc e Noi con l’Italia (Maurizio Lupi), ottengono tre garanzie/promesse importanti dal leader di Forza Italia.

1) impegno a difendere l’impianto maggioritario della legge elettorale attuale (Rosatellum) e, anche in caso di modifica, a non sostenere alcun ritorno al sistema proporzionale. 2) Berlusconi, come ha spiegato nei giorni scorsi Antonio Tajani, garantisce che dopo le prossime elezioni politiche, in caso di vittoria, sosterrà lealmente Matteo Salvini o Giorgia Meloni (dipenderà dai risultati) premier. 3) Forza Italia si impegna a mantenere l’unità della coalizione sulla partita del Quirinale, anche nel caso in cui Berlusconi non avesse i numeri per essere eletto.

I primi due punti sono importantissimi in ottica futura, soprattutto il no al proporzionale perché spengono le voci di un centro tra Forza Italia e altri partiti (come Italia Viva). E per Lega e FdI il 7-8% che attualmente valgono gli azzurri è fondamentale per cercare di vincere le elezioni. Manca però l’ok di Coraggio Italia su questo punto dell’intesa, segno che i parlamentari di Toti e Brugnaro, una trentina, potrebbero anche appoggiare un eventuale ritorno al proporzionale.

Per quanto concerne il terzo punto, anche questo molto importante per Salvini e Meloni, punta a evitare che l’ex Cav, una volta preso atto del probabile fallimento, si accordi con Pd e 5 Stelle per eleggere un presidente della Repubblica con la cosiddetta maggioranza Ursula, escludendo così Lega e FdI. Sui nomi massimo riserbo, ma secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, per il partito di Giorgia Meloni l’ipotesi migliore sarebbe quella di Letizia Moratti, assessore al Welfare di Regione Lombardia, invece il Carroccio guarderebbe con favore a Marcello Pera, ex presidente del Senato.

In calo le quotazioni di Maria Elisabetta Alberti Casellati, mentre non trova conferme la voce dell’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti (che era legato alla vecchia Lega di Bossi ma non ha un buon rapporto con Salvini). E se nemmeno un candidato del Centrodestra riuscisse ad avere i numeri, si aprirebbe il confronto, prima di tutto con Italia Viva e poi con Enrico Letta e Giuseppe Conte. La Lega esclude di poter votare Giuliano Amato, mentre è possibilista su Pierferdinando Casini.

In campo anche il nome della ministra della Giustizia Marta Cartabia, che però non fa impazzire nessuna forza politica. Resta, ovviamente, anche la carta Mario Draghi, ma in quel caso servirebbe il famoso patto di legislatura chiesto dal segretario del Pd per allontanare il ritorno in primavera alle elezioni. Nel caso in cui fosse SuperMario ad andare al Colle, per la casella di Palazzo Chigi in corsa ci sarebbero i ministri, tecnici, Vittorio Colao e Daniele Franco.

Infine sono in molti a chiedersi perché i vertici di Centrodestra si tengano sempre nelle residenze di Berlusconi, ovvero del leader del partito minore tra i tre principali della coalizione. La spiegazione che arriva da Lega e FdI è che si tratta di un gesto di cortesia, vista l’età dell’ex Cav, oltre al fatto che, considerando il rischio Covid, ad esempio a Villa Grande la spazio a disposizione, con il parco, è enorme e permette un distanziamento decisamente migliore di un ufficio a Montecitorio o a Palazzo Madama. Non solo, ironizza un big del Carroccio, “Berlusconi è estremamente ospitale, e da lui si mangia sempre benissimo”.