Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
E’ il giorno decisivo. Non solo per il Quirinale ma anche per le sorti del governo Renzi e, probabilmente, della legislatura. Il premier ha giocato d’azzardo e sembra poter facilmente vincere la sfida del Colle. Sergio Mattarella, candidato che ha ricompattato (almeno ufficialmente) il Partito Democratico, dovrebbe essere eletto oggi Capo dello Stato. Dopo tre votazioni andate a vuote, il quorum scende a 505 e sulla carta il giudice costituzionale ex sinistra Dc ha 55 voti in più rispetto a quelli che servono per diventare Presidente. Non solo. L’appello del segretario del Pd (“Eleggiamo un galantuomo”) ha fatto breccia. Il Nuovo Centrodestra converge sul nome di Mattarella, dopo che per tutta la giornata di venerdì aveva annunciato scheda bianca. Anche gli ex grillini potrebbero aggiungere i loro voti. Forza Italia non esce dall’Aula e conferma la scheda bianca e ciò significa che nel segreto dell’urna alcuni grandi elettori azzurri, soprattutto quelli vicini a Denis Verdini, potrebbero dare una mano a Renzi. Resta il no a Mattarella dei 5 Stelle di Grillo, della Lega e di Fratelli d’Italia. E’ evidente quindi che l’elezione di Mattarella al Quirinale è a portata di mano. E’ però altrettanto evidente che avendo il premier giocato tutto sul giudice costituzionale, fino a mettere a rischio il Patto del Nazareno, una sconfitta in Parlamento, comunque molto improbabile, sarebbe un terremoto politico senza precedenti che potrebbe portare alle dimissioni del premier e a un governo istituzionale che porti il Paese al più presto alle urne. Ma si tratta comunque di un’ipotesi lontanissima.

