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Politica
Quirinale: Salvini-Sgarbi ci possono salvare, con Draghi out largo a Tremonti
Giulio Tremonti (Lapresse)

Quirinale, la partita Draghi-Berlusconi

Possono salvare noi attualmente residenti in Italia. Quasi impossibile salvare l'Italia, per l'irresponsabile politica energetica, a cui farò cenno, parlando anche della mia esperienza diretta, come responsabile dell'unità di ricerca, su progetti inizialmente finanziati dalla comunità europea. Abbiamo innumerevoli dichiarazioni, previsioni, sia dei capi che di vari Carneadi, alias peones. Per costoro ho già molto apprezzato, condividendola, la speranza-convinzione di Paolo Becchi che si vendichino per come sono stati trattati da Draghi e, ora aggiungo, anche per gli sgarbi di Sgarbi, sdoganatore scoiattolo di Berlusconi, che di loro pensa il giusto, ma doveva avere il buon gusto a non chiamarli col nome giusto.

Tra tutto il chiacchiericcio, trovo che solo due affermazioni siano importanti e affidabili. Se sfruttate nel modo giusto, potrebbero, appunto, salvarci dal peggio.

Sgarbi ha detto testualmente: tutti preferirebbero Berlusconi a Draghi.

Becchi ha ribadito, fino a ieri: i parlamentari si vendicheranno per come sono stati trattati sempre da Draghi. Non guasta ricordare che alla fine, quando ha esagerato, consegnando un malloppo da leggere e valutare criticamente, in un tempo ridicolo, si sono rifiutati di stare alla buffonata: finalmente un'aperta ribellione all'ennesima umiliazione!

Per il punto 1. concordo anch'io. Meglio Berlusconi, senza scordare la promessa di espatriare. Andrei a San Marino, un'ora di macchina dalla città rossiniana del mio cuore.

Per il 2 già detto in abbondanza.

Quirinale, tra Mario Draghi e Silvio Berlusconi... ecco Giulio Tremonti

Il piano: Salvini e Sgarbi, forti del punto 1 dovrebbero convincere Berlusconi a fare l'atto nobile e generoso, per il bene della nazione, lanciando la candidatura Draghi. Draghi sarebbe sonoramente trombato e scomparirebbe dalla scena assolutamente inadatta alle sue caratteristiche di Sfinge M'illumino d'Incenso che ha saputo solo seguire la politica dell'indifendibile Asino d'oro 2020, il celeberrimo Mr Tachipirina.

Dopodiché il sorprendente Berlusconi, che quando era all'80 % di gradimento "era triste" perché non si capacitava di non essere amato dal 20 %, cadrebbe in depressione constatando di non piacere addirittura al 90% (o più?) mentre per telefono, gli avevano assicurato il voto il 60% dei votanti. Aveva quindi ragione Prodi che gli aveva maliziosamente consigliato di "imparare a contare".  Questa volta non sarebbe il caso di ironizzare sulla solitudine dell'ex-Numero Uno, che non potrebbe più consolarsi nemmeno cambiando donnina.

Che fare, dopo aver dimostrato il teorema annunciato?

Più che Casini, il DC finito per ovvio calcolo nel PD e che sarebbe impallinato da destra, per essere un traditore e da sinistra, perché considerato un intruso opportunista, stupidamente furbo, Salvini, Meloni e, fosse davvero saggio e non vendicativo anche Mr B, dovrebbero far muro su... Giulio Tremonti. Una persona seria, preparata, affidabile.

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