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Giachetti al ballottaggio contro la Raggi? Silvio torna con Renzi

Per sbarrare la strada al M5S

Giachetti al ballottaggio contro la Raggi? Silvio torna con Renzi
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Virginia Raggi – 37 anni, sposata, un figlio, cresciuta a  San Giovanni – Appio Latino, lo stesso quartiere di Francesco Totti- non ha voluto ammettere di tifare per la Lazio e di aver fatto pratica nello studio legale di Cesarone Previti.

Ma, pur avendo dato una spiegazone debole sulla non menzione dello studio dell’ex ministro, l’avvocatessa ha vinto, nettamente, secondo i telespettatori, il confronto virtuale con gli avversari, nello studio di SKY. E al ballottaggio del 19 giugno, se riuscirà a battere l’ex finiana Meloni o il renziano Giachetti, porterà il M5S, fondato nel 2009 da Grillo e da Casaleggio, morto 2 mesi fa, a governare la capitale del Paese : un traguardo storico e una scossa per la Casta, che potrebbe segnare la fine della Seconda Repubblica.

Una partita politica interessante, con un interrogativo : se ci sarà, sulle rive del Tevere (inquinato), la sfida Renzi-Grillo, Berlusconi si riavvicinerà al premier, con il quale, 2 anni fa, firmò, consigliato da Denis Verdini, il “Patto del Nazareno”?

Nel match in TV, la giovane candidata, consigliata pochi minuti prima da Beppe, ha fatto di tutto per smentire l’impressione che le sue risposte non fossero sicure, naturali, o che scaturissero da un “ragionamendo”, di demitiana memoria. Ma  le fossero state preparate, prima, dai leader del suo movimento: “Sei commissariata da Di Battista e C. !”, l’ha attaccata la Meloni, che non si è dimessa, come Giachetti e Fassina, dalla Camera dei deputati.

Accusata di fuga dai confronti, la candidata del Movimento 5 Stelle si era di allenata come un pugile, in vista del confronto con gli avversari. Il suo staff la ha bombardata di domande, le più toste e le più insolite, imponendole di rispondere, in un minuto e mezzo. Con la penna in mano, è sembrata una maestrina, vestita di nero, il colore politico che ha rinfacciato alla Meloni, da giovane con il MSI, ed è apparsa preparata ma spesso tesa e impacciata, al contrario dell’ex Ministra e di Giachetti, sorridente e rilassato.

Donna Virginia, prima del ballottaggio, dovrà sforzarsi di diradare i dubbi sulla sua eccessiva dipendenza dallo studio “Casaleggio e Associati” e dall’ex comico. Raggi- ha sottolineato, graffiante, “Il Messaggero”, il quotidiano più diffuso nella capitale- “è tutta appaltata a Grillo. E, dunque, l’ironia
non le è richiesta”.

Qualora, dopo aver vinto le primarie  con 1.700 voti, ascendesse gli scaloni del Campidoglio e si presentasse la necessità di assumere una decisione immediata, la prima cittadina telefonerebbe a Milano, al giovane Casaleggio, per chiedere non un semplice consiglio, bensi’ per farsi suggerire la linea e le dichiarazioni, da rilasciare ai media ? Ci sono qualità e doti, come il coraggio, di manzoniana memoria, e il carisma, che un Sindaco deve avere e, soprattutto, dimostrare, sul campo.

Ovviamente, gli elettori romani sperano che, qualora succeda al deludente Ignazio Marino, la “maestrina di San Giovanni” si riveli all’altezza del delicatissimo incarico. Sinora, ha ecceduto in proposte difficilmente attuabili, come la funivia e la chiusura del ciclo dei rifiuti. E, con la battutaccia anti-Olimpiadi a Roma (“da qui al 2024, i romani saranno morti nel traffico e nelle buche”), Raggi incasserà qualche migliaia di voti in più dai cittadini, che condividono la priorità agli stanziamenti per i tanti problemi ordinari irrisolti, anzi aggravati, da Alemanno, AN, e da Marino, PD.

Gli assessori, che troveranno 12 miliardi di debito, come li sceglierà? “Valuterò con lo staff del M5S”, ha risposto, trascurando il fatto che, su quelle poltrone, un Sindaco deve piazzare persone non solo competenti, ma soprattutto conosciute, oneste e di cui possa fidarsi.

La ex consigliera comunale M5S resta, tuttavia, favorita, in primis, a causa dei disastri combinati, al Campidoglio, dai vecchi Sindaci, di destra, di sinistra e come l’ultimo, il medico genovese Marino-che di Roma amava soprattutto i ristoranti-provenienti dalla cosiddetta società civile.

È vero, i vecchi partiti, da cui tutti si sforzano di prendere le distanze, sono i maggiori responsabili del degrado della capitale, che ha una pessima immagine dopo l’inchiesta  su “Mafia-capitale”. Ma è giusto che, per gli orrori della malapolitica, continuino a pagare i cittadini, che sarebbero, certamente, penalizzati da una guida debole, priva di autorevolezza, in contrasto con il governo centrale e telecomandata da Milano? Beppe Grillo è stata molto duro con l’ex deputata dalemiana del PD, la piemontese donna Livia Turco, che Giachetti ha indicato come sua assessora: “Quando Turco ha iniziato a far parte della Casta, molti neppure erano nati.

Ha fatto sei legislature alla Camera, la prima nel lontano 1987, quando al governo c’erano Andreotti, De Mita e Goria. Ha lasciato il Parlamento 3 anni fa, con una liquidazione da favola di 241 mila euro e la prospettiva di incassare un lauto vitalizione di 6 mila euro netti mensili, a partire dal 2015″.

Indro Montanelli, in una fase politica altrettanto delicata, invitò gli elettori a turarsi il naso e a votare per la Dc. Oggi la vecchia “balena bianca” non c’è più. Oltre alla Meloni, a contendere il trionfo a Virginia, saranno Giachetti e Marchini.

Entrambi, politicamente, non sono dei nuovi Alcide De Gasperi, ma certamente onesti. Il primo, ex pannelliano, oggi con Renzi ed antipatico a D’Alema, ha collaborato, con l’allora Sindaco, “Cicciobello” Rutelli, alla gestione del Giubileo e ne è uscito pulito e senza alcun avviso di garanzia.

Il secondo è ricco di famiglia, nipote di un grande costruttore, don Alvaro, che fu benvoluto dai compagni del Pci (edificò il palazzone delle Botteghe Oscure) e dai tifosi della Roma (fu Presidente del club giallorosso, all’epoca del “mago” Herrera e di Ciccio Cordova, che sposò la figlia, Simona).

“Non voterò ALFIO, candidato con la destra. Non voglio mica che mio padre si rivolti nella tomba…», ha annunciato Simona, attrice. Più che le ormai anacronistiche divisioni tra destra e sinistra, forse, non sta giovando a Marchini il sostegno del declinante Silvio Berlusconi.

A Giachetti, che lo ha attaccato, l’ingegnere “piacione” ha risposto, annunciando l’impegno a rinunciare alle indennità, che spettano al primo cittadino, fino a quando non saranno ridotte le pesanti tasse ai romani.