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Rassemblement socialista, più laicità per avere successo

di Carlo Patrignani

Sarà per un eccesso di pudore o per un perdurante senso di colpa che resiste al tempo che il suo nome non compare contrariamente alla sua creatura culturale e politica, il socialismo di sinistra, la cui formulazione esatta, per la verità, fu socialismo rivoluzionario, tanto apprezzato nel ’69 dall’intellettuale francese Gilles Martinet in La conquista dei poteri.

Trattasi dell’Ingegnere acomunista e laico Riccardo Lombardi, il cui fantasma ritorna o a entusiasmare o a turbare gli animi affranti e delusi di quanti ancora credono in un sussulto della sinistra, proprio nel 70esimo della Liberazione, di cui fu uno dei protagonisti più attivi, tanto da essere il primo prefetto di Milano liberata militarmente, ma non culturalmente, dal nazi-fascismo che sta contagiando non solo l’Italia ma l’Europa sotto le vesti dei populismi pieni di razzismo e antisemitismo.

E quel fantasma che sognava una società più ricca perchè diversamente ricca per una riforma strutturale del capitalismo divenuto troppo costoso per l’intera umanità, aleggia sull’assemblea nazionale di Roma del 29 marzo per unificare, come recita il documento preparatorio, in una sola soggettività organizzata tutto l’universo delle associazioni socialiste interne e esterne al Psi che vogliono contrastare ogni forma di annullamento del Socialismo italiano nelle file del Pd e che intendono partecipare autonomamente, con la propria identità, al progetto della costruzione di una nuova Forza della Sinistra italiana.

Il rassemblement delle associazioni socialiste che ricorda lontanamente l’Epinay del 1971, quando dalle ceneri della Sfio nacque il Psf di Francois Mitterand, punta alla ricostruzione di un nuovo tessuto di alleanze con tutte le forze politiche, tendenzialmente ispirate da impostazioni politiche e culturali proprie della tradizione del Socialismo di Sinistra per implementare un nuovo progetto di modello di sviluppo e di crescita per dare vita a una alternativa di governo della Sinistra.

Dalle adesioni in continua crescita, favorite anche dall’ennesimo, inquietante scandalo sugli appalti che ha coinvolto il Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi e il segretario del Psi Riccardo Nencini, dovrebbero essere alcune migliaia anche di non socialisti, come l’ex-Pci e Ds Cesare Salvi o il direttore di Critica liberale, Enzo Marzo e forse il neonato Movimento Roosevelt di Gioele Magaldi, a rispondere all’iniziativa lanciata da due esponenti di minoranza del Psi, Franco Bartolomei e Alberto Benzoni e dall’ex-sindacalista della Cgil, Giovanni Rebechi della Rete dei socialisti e dall’ex-senatore del Psi, il giurista Felice Besostri del Gruppo di Volpedo.

Un mero sussulto d’orgoglio socialista limitato nel tempo o l’avvio di un processo di riunificazione finalizzato alla costruzione di una nuova Forza di Sinistra? Difficile far previsioni e pronostici: certo, la situazione generale di totale sbandamento per una rilevantissima crisi d’identità della sinistra lascia qualche chanche di successo. Che potrebbe crescere qualora si avesse il coraggio di caratterizzare il progetto culturale e politico su una questione lasciata in sospeso, anzi elusa: la laicità.

Un tema, la separazione tra Stato e Chiesa, che ha visto i socialisti di un tempo andato in prima fila – e Lombardi da azionista fu un intransigente oppositore dell’art.7 della Costituzione, i Patti Lateranensi del ’29 diventati norma costituzionale, voluto dal Pci di Palmiro Togliatti in combutta con la Dc di Alcide De Gasperi e le destre, sotto la regia della Chiesa – poi via via sempre meno attenti, fino a derubricarlo.

E nel documento preparatorio dell’assemblea nazionale del 29 marzo alla laicità non si fa cenno alcuno: e’ una forma grave di annullamento da contrastare prima possibile, una lacuna da colmare senza equivoci e titubanze perchè nessuna coalizione sociale e nessun progetto di alternativa all’attuale modello di società che rispecchia in toto la terza via di Tony Blair socialista, cristiana, liberale, fatta propria dal gotha del Pse e dal Premier Matteo Renzi, possono essere credibili, affidabili e praticabili.