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Politica
Elezioni Regionali, battuta d'arresto per Renzi

Il risultato finale delle elezioni regionali è 5 a 2 con molti motivi di preoccupazione per il Pd. Il partito del premier conserva la guida della Regione in Marche, Puglia e Toscana. Mantiene l'Umbria, ma con un decisamente margine risicato, al di là di ogni previsione. Perde sonoramente in Veneto, regione che resta saldamente nelle mani della Lega. Strappa la Campania al Centrodestra, con il successo di De Luca (che però dovrà vedersela con la legge Severino). Ma soprattutto perde la Liguria, l'"Ohio" di Renzi, dove lo strappo con la minoranza interna si fa sempre più avvelenato. Nel complesso - secondo le ultime proiezioni dell'Istituto Piepoli - il Pd è il primo partito con il 23,7%; secondo è il M5S con il 18%, terzo la Lega al 12,5%. Forza italia è al 10,7%, Fratelli d'Italia al 4,2%, Area popolare al 3,5%.
 
In Campania, dunque, il candidato del Pd, Vincenzo De Luca - secondo gli ultimi dati - vince le elezioni con quasi il 40 per cento. Ha un vantaggio di quasi tre punti su Stefano Caldoro, governatore uscente in quota centrodestra. Al terzo posto, Valeria Ciarambino (M5S). Ma per l'ex sindaco di Salerno ('impresentabile' secondo la lista nera stilata dalla commissione Antimafia) ora si apre la partita della possibile decadenza legata alla legge Severino.
 
In Liguria Giovanni Toti - con l'appoggio dell'intero Centrodestra - strappa la Regione al centrosinistra, diviso e in preda a rancori e recriminazioni. Toti ottiene il 34 per cento; Raffaella Paita si ferma intorno al 28%; Alice Salvatore, Movimento 5 Stelle, sfiora il 25 per cento.
 
In Toscana il governatore uscente Enrico Rossi (Pd) ha superato il 40% necessario ad assicurarsi la vittoria al primo turno, conquistando 48 per cento. Al secondo posto Claudio Borghi, candidato della Lega Nord, intorno al 20 per cento che batte sia i grillini sia Forza Italia.
 
Il Centrosinistra ha anche rischiato di perdere un'altra sua roccaforte, l'Umbria. C'è stato un testa a testa tra la presidente uscente dem, Catiuscia Marini e lo sfidante di centrodestra Claudio Ricci. Alla fine però la governatrice uscente risulta in vantaggio con il 42 per cento contro il 39 del principale avversario.
 
In Veneto, il presidente uscente Luca Zaia (Carroccio) riconquista la regione con quasi il 50 per cento. Molto distanziata la candidata del Pd Alessandra Moretti (23,9%): un flop per il partito. Al terzo posto Jacopo Berti (Cinque Stelle) con più dell'11 per cento. Quarto Flavio Tosi, ex Lega, oltre il 10.
 
In Puglia, Michele Emiliano (Pd) si attesta intorno al 47% seguito dalla candidata grillina Antonella Laricchia, sotto il 20. Seguono Francesco Schittulli (fittiani, FdI e moderati di Area Popolare), Adriana Poli Bortone (Fi e Noi con Salvini) al 12,7 per cento. Emiliano, che sulla riforma della scuola di Renzi non ha lesinato critiche, ha poi annunciato che intende nominare Laricchia assessore . "Io lo farò - ha detto - vediamo se lei accetterà". Ma dall'esponente Cinque Stelle è già arrivato un secco rifiuto.
 
Nelle Marche, il candidato del centrosinistra Luca Ceriscioli supera quota 40% delle preferenze. Al secondo posto Gianni Maggi (M5S) col 21 seguito da Francesco Acquaroli (Fdi-Lega) intorno al 19 e soltanto al quarto posto Gian Mario Spacca, governatore uscente, eletto nel 2010 col Partito democratico e oggi di nuovo in corsa per il suo terzo mandato con l'appoggio di Forza Italia. A lui appena il 13% dei voti.

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