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Politica
Regionali: Salvini da solo vince, FdI-FI no. L'"arma" della Lega. I numeri...

I numeri sono numeri. E anche in politica, come nella vita, i numeri contano. E quando si avvicinano le elezioni (tanto in Italia si vota ogni sei mesi) si guardano, appunto, i numeri. Mentre Fratelli d'Italia si riunisce nella mitica via della Scrofa per fare il punto della situazione sulle candidature per la tornata di primavera, del tanto atteso vertice a tre - Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi - non si hanno notizie. Semplicemente non è stato convocato e non si sa quando si terrà. Punto. Il selfie in provincia di Triste tra il segretario del Carroccio e la leader di Fratelli d'Italia ha allontanato le tensioni e, almeno mediaticamente, è uscita un'immagine di unità e di amicizia che non si vedeva da settimane. Ma torniamo ai numeri.

Le sei Regioni che andranno al voto in primavera sono tutte interconnesse tra loro ed è del tutto inutile fare un discorso sulla Puglia o sulla Toscana. Presa una decisione, o un'altra, a cascata anche le altre caselle vanno al loro posto. Certo che in via Bellerio a Milano, sede della Lega Salvini Premier, i numeri ce li hanno perfettamente presenti. Se la Lega andasse da sola alle Regionali in Veneto Luca Zaia, popolarissimo Governatore uscente, stravincerebbe comunque le elezioni con una percentuale attorno o superiore al 50%, grazie alla somma tra il Carroccio e la lista del presidente. Quindi senza Fratelli d'Italia e Forza Italia, nella Regione forse più importante per la Lega, insieme alla Lombardia, Salvini otterrebbe il risultato sperato sconfiggendo nettamente anche un'ipotetica alleanza tra Pd e M5S.

Il discorso opposto, però, non vale. Gli eredi di Alleanza Nazionale-Msi e gli azzurri, qualora andassero da soli nelle "loro" Regioni, cioè in quelle in cui avrebbero i candidati Governatori in base ai vecchi accordi che Meloni e Berlusconi continuano a evocare, la sconfitta sarebbe praticamente certa. I candidati nelle Marche e in Puglia di Fratelli d'Italia - Francesco Acquaroli e Raffaele Fitto - e quello di Forza Italia in Campania - Stefano Caldoro - senza i voti determinanti della Lega si fermerebbero intorno al 20% (forse 25 nelle migliori delle ipotesi) senza alcuna possibilità di successo. Ecco il punto di forza di Salvini e del Carroccio in questo estenuante e infinito balletto sulle candidature alle Regionali, nel quale rientra anche la Toscana che FdI e FI cercano di rifilare al Capitano ma che ora rientra nel puzzle nazionale, soprattutto dopo la sconfitta del Centrodestra in Emilia Romagna e il timore di un bis.

I numeri sono numeri e parlano chiarissimo. Da sola la Lega vince, almeno in Veneto, gli altri invece soccombono senza chance. Un dato che sarà fondamentale e forse decisivo per le trattative finali nel momento in cui il tavolo dei tre leader si riunirà. Intanto la Lega Puglia prosegue come un treno e lavora sul territorio preparando la visita a Lecce di Salvini del prossimo 19 febbraio. Fonti del Carroccio fanno sapere che le nuove tessere sono già terminate e che è già in corso la ristampa. Di nomi (Fitto sì Fitto no) non si parla, almeno per ora. Concentrati per migliorare il 26% ottenuto alle Europee del 2019. Tanto nella Lega - in via Bellerio come a Bari, ad Ancona come a Napoli - sanno perfettamente che i numeri sono numeri. E lo sanno bene anche in Fratelli d'Italia e Forza Italia.

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