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Renzi a Bruxelles: “Ok a Junker, ma solo se c’è un documento chiaro”

Renzi a Bruxelles: “Ok a Junker, ma solo se c’è un documento chiaro”
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“Via libera” a Juncker alla presidenza della Commissione europea “ma solo se c’è un documento chiaro che indichi dove vuole andare l’Europa”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi

“Via libera” a Juncker alla presidenza della Commissione europea “ma solo se c’e’ un documento chiaro che indichi dove vuole andare l’Europa”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, lasciando il centro congressi in cui si e’ svolto il vertice del Pse che ha preceduto il Consiglio europeo.

SPUNTA LETTA – Ma quella di presidente della Commissione è solo una delle caselle da riempire e, contrariamente all’auspicio dell’Italia, le altre si riempiranno dopo il 16 luglio, cioè quando la plenaria del parlamento a Strasburgo avrà dato il via libera al presidente designato Juncker. Domani e dopodomani il vertice avrà solo una discussione politica sui possibili candidati alle altre posizioni apicali. Nella girandola di nomi al momento ci sono: Mogherini sempre più quotata per gli Esteri, lo spagnolo De Guindos praticamente certo all’Eurogruppo (c’è un accordo con Madrid da quando la Spagna rinunciò al membro del board Bce) anche se in campo c’è anche il francese Moscovici, la danese Thorning-Schmidt, Enrico Letta o la bulgara Georgieva al Consiglio europeo (la candidatura dell’ex premier, raccontano, sarebbe sponsorizzata da alcune cancellerie, Londra in particolare).

CRESCITA E OCCUPAZIONE – “Se vogliamo bene all’Europa, dobbiamo darci una smossa e occuparci di più di crescita e occupazione”. Va dritto al punto il premier italiano, Matteo Renzi, al suo arrivo al Vertice del Pse ad Ypres, che prepara la riunione di stasera e domani del Consiglio europeo stesso. “Serve di più un’Europa delle famiglie non un’Europa della burocrazia”, aggiunge il premier in vista del giro decisivo di incontri per definire i vertici e le linee politico-economiche dell’Unione del prossimo futuro. “Si tratta di prendere atto del messaggio chiaro arrivato col voto. Un messaggio che fa riflettere per la forza e per il significato”, ha detto ancora il presidente del Consiglio. Per Renzi non è una questione di ‘match’ tra Paesi: “L’Italia non ha qualcosa da portare a casa contro altri o a differenza degli altri. Si tratta di prendere atto di un messaggio molto chiaro dell’elezioni europee”.