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Politica
Governo Renzi a pezzi, se ne vanno dal centro e da sinistra


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Angelino Alfano è stato chiaro: le unioni civili sono un tema parlamentare e comunque vada a finire il governo non è a rischio. Traduzione: Renzi e il Pd possono anche approvare la legge più gay-friendly del mondo e l'Ncd resterà in maggioranza. In Transatlantico si spreacano le battute su quanto il ministro dell'Interno sia attaccato alla poltrona, forse (anche senza forse) preoccupato che con nuove elezioni finisca come Gianfranco Fini e il suo Fli, senza alcun seggio e perfino sotto lo 0,5%. Il problema per Alfano è che non tutti nell'Ncd la pensano come lui.

Stando alle indiscrezioni raccolte da Affaritaliani.it, ci sarebbero circa 15 deputati e una decina di senatori pronti a lasciare il numero del Viminale, troppo schiacciato sul premier, per tentare di costruire una nuova coalizione di Centrodestra, consapevoli che quando si arriverà al voto, che sia l'anno prossimo o nel 2017-2018, il Pd chiuderà le porte nonostante la fedeltà assoluta all'esecutivo guidato dall'ex sindaco di Firenze. In particolare sei senatori Ncd potrebbero presto entrare nel nuovo gruppo Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto, tre starebbero guardando a NoiConSalvini (la formazione del Centro-Sud della Lega) e uno a Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale. Non finisce qui.

Anche nel Pd le acque continuano ad essere agitate e, nonostante la promozione di Cesare Damiano a vice-ministro dello Sviluppo Economico, ben 25 senatori - da Vannino Chiti a Corradino Mineo - potrebbero mollare presto il presidente del Consiglio (il vero banco di prova sono le riforme istituzionali) per il nuovo soggetto politico che stanno costruendo a sinistra Sel, Civati e Fassina. E ovvio che Renzi con queste premesse non può andare avanti e a Palazzo Madama non bastano nemmeno i neo-responsabili di Dennis Verdini (9-10). Ed è qui che torna prepotentemente l'ipotesi di un governissimo allargato a Forza Italia. Silvio Berlusconi si era detto pronto alle larghe intese prima che la crisi della Grecia trovasse una soluzione e quindi il tema è attualissimo. L'ex Cavaliere è in rotta con Salvini, specie sulla collocazione europea e sul destino della moneta unica, e il passaggio in maggioranza di Verdini potrebbe essere propedeutico a un ritorno delle larghe intese. Una sorta di primo step che poi porti tutta Forza Italia a sostenere l'esecutivo di Renzi.

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