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Politica
Renzi: sinistra Pd dice no a tutto come Elio e le Storie Tese...

Nuovo scontro tra Matteo Renzi e la minoranza del Pd sulla legge elettorale. "La battaglia di Bersani su dettagli della legge elettorale è incomprensibile. So che nel Pd c'è una parte che dice di no a tutto per principio. Faccio le riunioni? Troppo poco. Non le faccio? Vuol dire che decido da solo. Mi sembra il modello 'Cara ti amo' di Elio e le Storie Tese: se resto in casa mi opprimi, se esco dici che questa casa non è un albergo...". Così il premier, in un'intervista a L'Espresso, risponde ad una domanda su Pier Luigi Bersani. Sullo stato dei rapporti con Bersani, Renzi dice a L'Espresso: "Lo rispetto, ma non abbiamo mai trovato un canone di feeeling personale. I suoi suggerimenti su tante questioni sono preziosi. Ma la sua battaglia su dettagli della legge elettorale è incomprensibile". Ovvero: "Nel Pd c'è chi ha combattuto una vita per il doppio turno senza ottenerlo, noi ci siamo riusciti. Il premio alla lista vuol dire vocazione maggioritaria. Le preferenze? Ci sono, per di più di genere. Se mi avessero detto all'inizio che facevamo una legge elettorale così non ci avrei creduto neppure io! Perciò questo continuo rilancio non lo capisco più". O meglio, "me lo spiego solo con la necessità di tenere il punto. Ma lo facciano sulla povertà, sul lavoro, sul modello educativo del Paese, sulla Rai, non per togliere i candidati di collegio e tornare alle liste bloccate...".

Immediata la replica di Alfredo D'Attore, uno dei massimi esponenti della minoranza dem, che, intervistato da Affaritaliani.it, afferma: "Si conferma che Renzi è un grande battutista, lo dico con rispetto. Questa di Renzi è una qualità importante, riesce sempre a trovare battute divertenti per eludere, quando gli fa comodo, questioni di sostanza che gli vengono poste. Sulla legge elettorale tutti hanno capito qual è il punto. Serve la restituzione ai cittadini della scelta dei parlamentari. E' perfettamente legittimo che Renzi e Verdini abbiano un'opinione diversa, ma, ripeto, alla lunga non credo che servano a molto le battute anche simpatiche. Renzi è un efficace battutista, su questo è uno specialista, ma ciò non serve molto a eludere la sostanza dei problemi. Sui tre punti chiediamo modifiche alla legge elettorale e andremo avanti con determinazione nell'auspicio che si possa trovare prima di arrivare in Aula un'intesa nel Pd. Le battute anche simpatiche non risolvono i problemi".

LE ALTRE PAROLE DI RENZI

"Ci sono sei mesi prima di assumere i precari della scuola, vediamo se la legge va avanti o se ci sara' il requisito di urgenza per un decreto". Lo dice il premier Matteo Renzi, in un'intervista a L'Espresso in edicola domani. "Sulla scuola ci siamo impegnati con il presidente della Repubblica e con le opposizioni a presentare meno decreti possibile. Mettiamoci d'accordo: prima mi accusano di essere un dittatore che vuole fare tutto da solo, se presento un disegno di legge aperto alla discussione mi accusano di non decidere", aggiunge sul punto Renzi.

Matteo Renzi confida in un possibile 'tesoretto' nel 2015, nel diofferenziale tra le stime di crescita pruidenti del governo e quelle più ottimistiche di altri osservatori: "Per il 2015 l'Ue ci assegna un più 0,6, Banca d`Italia più uno, Confindustria lancia cifre molto più positive.
Noi abbiamo previsto un più 0,5: tutto quello che viene in aggiunta è un tesoretto che utilizzeremo", dice in un'intervista a Marco Damilano per L'Espresso in edicolo domani. Per uscire dalla crisi, afferma il premier, "i segnali positivi non bastano, ma se cancelliamo la paura possiamo farcela. Giusto per fare un esempio: i soldi risparmiati dagli italiani per paura dal 2012 a oggi sono più del piano Juncker. Ci sono pezzi d`Italia che sono già ripartiti e che vanno più forte della Germania. Il debito pubblico è alto, ma la ricchezza privata è il doppio. Abbiamo un sistema pensionistico tra i più sostenibili e un sistema bancario molto solido, la nostra operazione sulle banche popolari lo rafforzerà ancora di più. A tutto questo vanno sommati i denari recuperati con il rientro dei capitali".

Sull'operazione Rcs-Mondadori "capisco le preoccupazioni del ministro Franceschini. Ma io non mi preoccupo di Mondadori, mi preoccupo di Rcs-Corriere della Sera il cui valore e' stato distrutto da scelte discutibili". Cosi' il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in un'intervista a 'L'Espresso'.

"Non c'e' solo l'accordo fiscale con la Svizzera. Spero di recuperare un po' di denari anche dal Vaticano. Stiamo discutendo. Ci sono molti italiani coinvolti e credo che la Santa Sede sia interessata a fare un repulisti". Lo annuncia il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in un'intervista a 'L'Espresso'.

"E' un'immagine. La sostanza è che stiamo facendo una riforma storica sul bicameralismo e una legge elettorale con il ballottaggio e con il premio di lista che cambierà il sistema. E su questo punto spero che si apra una seria discussione nel Pd". Lo afferma il premier Matteo Renzi, in un'intervista all'Espresso in merito al modello del 'sindaco d'Italia'.

"Mi ha impressionato la piazza di Salvini. Ã una destra inedita: Le Pen, Casa Pound e i leghisti delle valli bergamasche tutti insieme. Non la temo, ma non la sottovaluto. E il Pd deve riflettere: fuori da noi non c'è sinistra Dem, c'è questa roba qua". Lo afferma il premier Matteo Renzi in un'intervista a L'Espresso.

Landini o Boldrini si comportano già come leader della sinistra. Lo sostiene il premier Matteo Renzi su L'Espresso. "Non capirei certe contestazioni che ho ricevuto in alcune fabbriche da parte della Fiom se non in base a un disegno politico" dice di Landini mentre su Laura Boldrini aggiunge: "non mi spiego certe posizioni che ha preso negli ultimi giorni, uscendo anche dal suo perimetro di intervento istituzionale con valutazioni di merito se fare o no un dl che non spettano al presidente di un ramo del Parlamento".

"Io ho mantenuto il patto, Berlusconi no. Penso perché costretto da Brunetta. E da qualche stratega illuminato di Palazzo Grazioli". Così il premier Matteo Renzi, a L'Espresso, risponde ad una domanda sulla rottura del Patto del Nazareno. "Dal primo giorno il capogruppo di Forza Italia alla Camera, a differenza del Senato, ha remato contro le riforme e il patto del Nazareno. Brunetta ha lavorato per fare fuori le colombe", sottolinea il premier.

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