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"Sono per le dimissioni di Cancellieri, indipendentemente dall'avviso di garanzia o meno". Cosi' Matteo Renzi nella sua Enews settimanale. "L'idea che ci siamo fatti dell'intera vicenda Ligresti e' che la legge non sia uguale per tutti e che se conosci qualcuno di importante te la cavi meglio. E' la Repubblica degli amici degli amici: questo atteggiamento e' insopportabile".

"I media - prosegue Renzi - scrivono che il ministro Cancellieri dovrebbe dimettersi se le arrivasse un avviso di garanzia. Non la penso cosi' e so che adesso non tutti saranno d'accordo con me: le dimissioni non dipendono da un avviso di garanzia. L'avviso di garanzia e' un atto di tutela verso l'indagato, non e' una sentenza di condanna: vent'anni di giustizialismo soprattutto mediatico hanno trasformato uno strumento a favore della difesa in una condanna preventiva. Un Paese civile, un Paese che cambia verso, e' un Paese in cui non basta un'informazione di garanzia per condannare una persona. Se diventero' segretario del PD su questo tema vorrei combattere una battaglia culturale".

Sono quindici le firme, sette di senatori e otto di deputati, sotto la mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro di Giustizia Annamaria Cancellieri che Pippo Civati portera' questa sera alla riunione del gruppo del Pd. Nel testo si ricostruisce le tappe della vicenda Ligresti, le telefonate del Guardasigilli, il suo intervento in parlamento e gli ultimi sviluppi. "Il Ministro della Giustizia pro-tempore avrebbe rilasciato dichiarazioni certamente incomplete sui suoi contatti telefonici con membri della famiglia Ligresti durante il periodo delle indagini, con un comportamento palesemente reticente", si spiega nella mozione. In base agli elementi citati, "paiono venir meno i presupporti di trasparenza, lealta', dignita' e correttezza che dovrebbero indirizzare e contraddistinguere i comportamenti di ogni Ministro della Repubblica", si legge nel testo. Sono quindici le firme, sette di senatori e otto di deputati, sotto la mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro di Giustizia Annamaria Cancellieri che Pippo Civati portera' questa sera alla riunione del gruppo del Pd. Nel testo si ricostruisce le tappe della vicenda Ligresti, le telefonate del Guardasigilli, il suo intervento in parlamento e gli ultimi sviluppi. "Il Ministro della Giustizia pro-tempore avrebbe rilasciato dichiarazioni certamente incomplete sui suoi contatti telefonici con membri della famiglia Ligresti durante il periodo delle indagini, con un comportamento palesemente reticente", si spiega nella mozione. In base agli elementi citati, "paiono venir meno i presupporti di trasparenza, lealta', dignita' e correttezza che dovrebbero indirizzare e contraddistinguere i comportamenti di ogni Ministro della Repubblica", si legge nel testo.

"Non e' un problema giudiziario, dunque, e' peggio: e' un problema politico. E allora posso spiegare perche' io sono per le dimissioni di Cancellieri, indipendentemente dall'avviso di garanzia o meno. La questione - sottolinea il sidaco - non e' la telefonata per interessarsi a un caso di salute ma la credibilita' del racconto proposto dal Ministro, che chiama la famiglia di tre arrestati e un latitante dicendo che non e' giusto cio' che sta accadendo. Ma il Ministro e' un essere umano, si dice: dunque coltiva i suoi rapporti d'amicizia. Certo, fa benissimo, non siamo robot. Ma proprio perche' e' intima di quella famiglia, quando ci sono i procedimenti giudiziari non mette naso, non telefona, sta fuori: altrimenti perde l'autorevolezza necessaria a fare il Guardasigilli. Proprio perche' sei amico di quelle persone, stai lontano da quel caso. Cancellieri e' una servitrice dello Stato e delle Istituzioni: lei per prima sa che il responsabile del Ministero della Giustizia deve avere caratteristiche peculiari di assoluto prestigio".

"Purtroppo, dico purtroppo - prosegue Renzi - questa vicenda ha minato l'autorevolezza istituzionale e l'idea di imparzialita' del Ministro della Giustizia. Talleyrand diceva: "e' peggio di un crimine, e' un errore". Il Ministro non ha fatto niente di criminale, sia chiaro: ha sbagliato. Prima lo ammette, meglio e', innanzitutto per lei. Ecco perche' secondo me dovrebbe dimettersi. Sono stato sufficientemente chiaro?". In una postilla, renzi spiega ancora: "Cancellieri dice ai giornali: se ci fosse stato il vecchio PD mi avrebbe difeso. Non so. Io spero che ci sia un PD nuovo. E lo spero per l'Italia, non per Cancellieri".

Matteo Renzi ha assicurato che una sostituzione del ministro della Giustizia non indebolirebbe Enrico Letta. "A chi dice: Renzi fa questo per indebolire Letta. Bene, sia chiaro: se cambia il ministro della Giustizia il Governo Letta e' piu' forte, non piu' debole", ha scritto sulla sua Enews. "Perche' con questo ministro, qualsiasi intervento sulle carceri, qualsiasi posizione sulla riforma della Giustizia scontera' un giudizio diffidente di larga parte degli italiani", ha sottolineato.Matteo Renzi ha auspicato che il gruppo del Pd voti la decisione sulla sorte del ministro di giustizia Annamaria Cancellieri e che si dia un segnale all'opinione pubblica. "Ma cosa fara' il Pd in Parlamento? Se Cancellieri non si dimette, il gruppo del Pd si riunira'. Spero che nel gruppo si voti, in modo palese, con ciascun parlamentare che esprime la sua opinione spiegandola ai colleghi e agli elettori. Abbiamo molti parlamentari capaci: sono certo che non avranno paura delle loro idee", ha scritto sulla sua Enews.

"Poi - siccome siamo un partito e non un'accozzaglia di gente - tutto il gruppo vota secondo le indicazioni della maggioranza", ha chiarito."Se fossi segretario chiederei di partecipare alla discussione. Non lo sono, almeno per il momento e non sono parlamentare: dunque non ho titolo per esserci", ha spiegato Renzi. "Io so cosa rischia il Pd in termini di distacco dal Paese e dall'opinione pubblica. Ma non ne faccio una questione di convenienza elettorale: ne faccio una questione di prestigio delle istituzioni. Dobbiamo recuperare la fiducia delle persone nel fatto che in Italia le regole valgono per tutti e non solo per gli amici degli amici: questa e' una bella occasione per dare un segnale", ha assicurato.

 

CIVATI - Sono quindici le firme, sette di senatori e otto di deputati, sotto la mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro di Giustizia Annamaria Cancellieri che Pippo Civati portera' questa sera alla riunione del gruppo del Pd. Nel testo si ricostruisce le tappe della vicenda Ligresti, le telefonate del Guardasigilli, il suo intervento in parlamento e gli ultimi sviluppi. "Il Ministro della Giustizia pro-tempore avrebbe rilasciato dichiarazioni certamente incomplete sui suoi contatti telefonici con membri della famiglia Ligresti durante il periodo delle indagini, con un comportamento palesemente reticente", si spiega nella mozione. In base agli elementi citati, "paiono venir meno i presupporti di trasparenza, lealta', dignita' e correttezza che dovrebbero indirizzare e contraddistinguere i comportamenti di ogni Ministro della Repubblica", si legge nel testo.

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"Sono per le dimissioni di Cancellieri, indipendentemente dall'avviso di garanzia o meno". Cosi' Matteo Renzi nella sua Enews settimanale. "L'idea che ci siamo fatti dell'intera vicenda Ligresti e' che la legge non sia uguale per tutti e che se conosci qualcuno di importante te la cavi meglio. E' la Repubblica degli amici degli amici: questo atteggiamento e' insopportabile".

"I media - prosegue Renzi - scrivono che il ministro Cancellieri dovrebbe dimettersi se le arrivasse un avviso di garanzia. Non la penso cosi' e so che adesso non tutti saranno d'accordo con me: le dimissioni non dipendono da un avviso di garanzia. L'avviso di garanzia e' un atto di tutela verso l'indagato, non e' una sentenza di condanna: vent'anni di giustizialismo soprattutto mediatico hanno trasformato uno strumento a favore della difesa in una condanna preventiva. Un Paese civile, un Paese che cambia verso, e' un Paese in cui non basta un'informazione di garanzia per condannare una persona. Se diventero' segretario del PD su questo tema vorrei combattere una battaglia culturale".

Sono quindici le firme, sette di senatori e otto di deputati, sotto la mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro di Giustizia Annamaria Cancellieri che Pippo Civati portera' questa sera alla riunione del gruppo del Pd. Nel testo si ricostruisce le tappe della vicenda Ligresti, le telefonate del Guardasigilli, il suo intervento in parlamento e gli ultimi sviluppi. "Il Ministro della Giustizia pro-tempore avrebbe rilasciato dichiarazioni certamente incomplete sui suoi contatti telefonici con membri della famiglia Ligresti durante il periodo delle indagini, con un comportamento palesemente reticente", si spiega nella mozione. In base agli elementi citati, "paiono venir meno i presupporti di trasparenza, lealta', dignita' e correttezza che dovrebbero indirizzare e contraddistinguere i comportamenti di ogni Ministro della Repubblica", si legge nel testo. Sono quindici le firme, sette di senatori e otto di deputati, sotto la mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro di Giustizia Annamaria Cancellieri che Pippo Civati portera' questa sera alla riunione del gruppo del Pd. Nel testo si ricostruisce le tappe della vicenda Ligresti, le telefonate del Guardasigilli, il suo intervento in parlamento e gli ultimi sviluppi. "Il Ministro della Giustizia pro-tempore avrebbe rilasciato dichiarazioni certamente incomplete sui suoi contatti telefonici con membri della famiglia Ligresti durante il periodo delle indagini, con un comportamento palesemente reticente", si spiega nella mozione. In base agli elementi citati, "paiono venir meno i presupporti di trasparenza, lealta', dignita' e correttezza che dovrebbero indirizzare e contraddistinguere i comportamenti di ogni Ministro della Repubblica", si legge nel testo.

"Non e' un problema giudiziario, dunque, e' peggio: e' un problema politico. E allora posso spiegare perche' io sono per le dimissioni di Cancellieri, indipendentemente dall'avviso di garanzia o meno. La questione - sottolinea il sidaco - non e' la telefonata per interessarsi a un caso di salute ma la credibilita' del racconto proposto dal Ministro, che chiama la famiglia di tre arrestati e un latitante dicendo che non e' giusto cio' che sta accadendo. Ma il Ministro e' un essere umano, si dice: dunque coltiva i suoi rapporti d'amicizia. Certo, fa benissimo, non siamo robot. Ma proprio perche' e' intima di quella famiglia, quando ci sono i procedimenti giudiziari non mette naso, non telefona, sta fuori: altrimenti perde l'autorevolezza necessaria a fare il Guardasigilli. Proprio perche' sei amico di quelle persone, stai lontano da quel caso. Cancellieri e' una servitrice dello Stato e delle Istituzioni: lei per prima sa che il responsabile del Ministero della Giustizia deve avere caratteristiche peculiari di assoluto prestigio".

"Purtroppo, dico purtroppo - prosegue Renzi - questa vicenda ha minato l'autorevolezza istituzionale e l'idea di imparzialita' del Ministro della Giustizia. Talleyrand diceva: "e' peggio di un crimine, e' un errore". Il Ministro non ha fatto niente di criminale, sia chiaro: ha sbagliato. Prima lo ammette, meglio e', innanzitutto per lei. Ecco perche' secondo me dovrebbe dimettersi. Sono stato sufficientemente chiaro?". In una postilla, renzi spiega ancora: "Cancellieri dice ai giornali: se ci fosse stato il vecchio PD mi avrebbe difeso. Non so. Io spero che ci sia un PD nuovo. E lo spero per l'Italia, non per Cancellieri".

Matteo Renzi ha assicurato che una sostituzione del ministro della Giustizia non indebolirebbe Enrico Letta. "A chi dice: Renzi fa questo per indebolire Letta. Bene, sia chiaro: se cambia il ministro della Giustizia il Governo Letta e' piu' forte, non piu' debole", ha scritto sulla sua Enews. "Perche' con questo ministro, qualsiasi intervento sulle carceri, qualsiasi posizione sulla riforma della Giustizia scontera' un giudizio diffidente di larga parte degli italiani", ha sottolineato.Matteo Renzi ha auspicato che il gruppo del Pd voti la decisione sulla sorte del ministro di giustizia Annamaria Cancellieri e che si dia un segnale all'opinione pubblica. "Ma cosa fara' il Pd in Parlamento? Se Cancellieri non si dimette, il gruppo del Pd si riunira'. Spero che nel gruppo si voti, in modo palese, con ciascun parlamentare che esprime la sua opinione spiegandola ai colleghi e agli elettori. Abbiamo molti parlamentari capaci: sono certo che non avranno paura delle loro idee", ha scritto sulla sua Enews.

"Poi - siccome siamo un partito e non un'accozzaglia di gente - tutto il gruppo vota secondo le indicazioni della maggioranza", ha chiarito."Se fossi segretario chiederei di partecipare alla discussione. Non lo sono, almeno per il momento e non sono parlamentare: dunque non ho titolo per esserci", ha spiegato Renzi. "Io so cosa rischia il Pd in termini di distacco dal Paese e dall'opinione pubblica. Ma non ne faccio una questione di convenienza elettorale: ne faccio una questione di prestigio delle istituzioni. Dobbiamo recuperare la fiducia delle persone nel fatto che in Italia le regole valgono per tutti e non solo per gli amici degli amici: questa e' una bella occasione per dare un segnale", ha assicurato.

 

CIVATI - Sono quindici le firme, sette di senatori e otto di deputati, sotto la mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro di Giustizia Annamaria Cancellieri che Pippo Civati portera' questa sera alla riunione del gruppo del Pd. Nel testo si ricostruisce le tappe della vicenda Ligresti, le telefonate del Guardasigilli, il suo intervento in parlamento e gli ultimi sviluppi. "Il Ministro della Giustizia pro-tempore avrebbe rilasciato dichiarazioni certamente incomplete sui suoi contatti telefonici con membri della famiglia Ligresti durante il periodo delle indagini, con un comportamento palesemente reticente", si spiega nella mozione. In base agli elementi citati, "paiono venir meno i presupporti di trasparenza, lealta', dignita' e correttezza che dovrebbero indirizzare e contraddistinguere i comportamenti di ogni Ministro della Repubblica", si legge nel testo.

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