Renzi, colui che a tavolino decretò la “scalabilità” dell’ Italia via Pd è a un guado ineludibile: o cambia oppure i segnali dell’imminente caduta dell’impero si tradurranno in cruda realtà.
Renzi è troppo intelligente, pur rivestito di una sulfurea hybris, per non capire che lo splendido ed effimero palazzo atlantideo costruito con marmi e oricalchi dalla sua affabulazione sta per crollare a meno di non intervenire in tempi assai brevi.I segni si sono mostrati, le crepe si allargano, il sistema traballa, i nemici (e sono tantissimi) ricacciati indietro dal mitico 40% delle europee hanno ripreso energia, determinazione e volontà.Sono tutti cattivi e assetati di vendetta: si chiamano in primis Minoranza Interna, D’Alema in testa, e poi Cgil, Cisl e Uil, poi Berlusconi, Salvini e Meloni, ora anche ex – benefattori come Verdini (brutalmente scaricato dopo i cattivi risultati elettorale a Napoli e Cosenza) e poi ci sono sempre i vari Casini, Lorenzin, Alfano pronti ad allineare lo scintillante pugnale in direzione del nuovo vento che tare linfa dai risultati elettorali.
E poi, ancora in Europa, Juncker e la Merkel attendono al varco quello che ai loro occhi è un ragazzotto tracotante; e per restare all’ “estero”, Oltre Tevere si è molto pragmatici, non sono piaciute al Papa e alla Cei certe aperture innovative come la legge sulle unioni civili ed infatti Civiltà Cattolica, l’autorevole periodico dei Gesuiti, fa nell’ultimo numero una cauta apertura ai 5 Stelle.
In realtà, l’unico vero alleato di Renzi era Obama, ormai in scadenza. Con la Clinton (a cui obiettivamente non giovano le foto da liceale sguaiata), qualora vincesse, c’è un buon rapporto dovuto a Rutelli ma con Trump c’è antipatia reciproca dato anche l’endorsement (più o meno smentito) di Salvini per il miliardario americano.
Ora Renzi ha detto che vuole (era ora) dedicarsi al suo partito e cioè il Pd.
Forse è troppo tardi o forse ancora no.
Tuttavia occorre un’azione forte e determinata anche sugli uomini più vicini.
Ad esempio, a Roma, il partito ha subito una debacle clamorosa dimezzando i voti; ma come mai il luogotenente di Renzi nella capitale e cioè quel Luciano Nobili, ex Direttore di Futuro Sostenibile ai tempi di Rutelli e Lusi è sempre vicino ad Orfini in Tv?
Poi visto che è Lucianone è sposato con Elisa Calessi, anti – renziana e giornalista di Libero, sai che scene la sera davanti al piattone di bucatini all’amatriciana…
Tornando seri, è ora che Renzi prenda atto delle cose che non funzionano.
Ad esempio, il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, tiene in piedi la Commissione di Valutazione Ambientale (VIA) nominata dalla Ministra Prestigiacomo eoni fa; è scaduta da due, anni, ha avuto diversi arrestati tra le sue fila e parecchi membri in conflitto di interessi. Nonostante una campagna stampa nazionale, interrogazioni parlamentari dei 5 Stelle e di Italia dei Valori, l’ “anguilla” Galletti fa finta di niente e tira avanti.
Che dire poi del carrozzone Sogesid (che assume a go go…), sempre in quota Casini, sempre al ministro dell’Ambiente?
Oppure delle consulenze della bolognese Nomisma Energia al bolognese ministero?
E il dissesto idrogeologico con sprofondamento del Lungarno in casa del capo dove lo mettiamo?
Cesa aveva chiesto la testa del ministro prima del referendum, poi non se ne è saputo più nulla.
Renzi e il suo portavoce Filippo Sensi (al corrente di tutto) fanno orecchie da mercante ma poi, se verranno i guai, come per la faccenda petrolifera dell’ ex ministra Guidi non dica che non sapeva nulla.

Seguici su

