Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Renzi è pronto per le elezioni. Si cerca lo scontro sulle riforme

Renzi è pronto per le elezioni. Si cerca lo scontro sulle riforme

Renzi è pronto per le elezioni. Si cerca lo scontro sulle riforme
renzi elezioni 800
Le parole di Graziano Delrio alla Festa dell’Unità (“le elezioni non sono un tabù”) celano l’idea sempre più forte del presidente del Consiglio di forzare la mano e andare alle urne. I due temi al centro dello scontro sono le unioni civili (con Area Popolare) e la riforme istituzionali (con la sinistra Pd)

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

Le parole di Graziano Delrio alla Festa dell’Unità (“le elezioni non sono un tabù“) celano l’idea sempre più forte del presidente del Consiglio di forzare la mano e andare alle urne. I due temi al centro dello scontro sono le unioni civili (con Area Popolare) e la riforme istituzionali (con la sinistra Pd). Sono soprattutto le divisioni all’interno del partito del premier che possono portare allo scioglimento delle Camere. Matteo Renzi non torna indietro: no al Senato elettivo. E se davvero tutti i senatori della minoranza dem confermassero quanto scritto negli emendamenti, e senza “aiutini” di Forza Italia, le riforme del premier-segretario subiranno una clamorosa bocciatura a Palazzo Madama. A quel punto, anche se nessuno dei renziani lo dice in modo chiaro ed esplicito, ci sarebbero le dimissioni immediate di Renzi con la richiesta al Capo dello Stato di elezioni anticipate, o a novembre o ai primi di febbraio. Sulle unioni civili, invece, Renzi è più tranquillo, anche perché sa che Alfano teme il voto e difficilmente metterà in difficoltà l’esecutivo. In cuor suo il premier quasi spera nella rottura nel Pd (e il suo no al Senato elettivo serva anche per questa strategia) per avere la scusa di accusare la sinistra interna, che resterebbe con il cerino in mano, e correre verso le urne. Il leader del Pd vorrebbe accelerare i tempi per due motivi: primo teme che la ripresa non ci sia e quindi di dover deludere una fetta del suo elettorato; secondo perché le opposizioni sarebbero impreparate al voto. Beppe Grillo – dicono al Nazareno – non può andare oltre il 25% e Salvini non è pronto per prendere in mano il Centrodestra, ancora troppo diviso e lacerato. Non solo, anche la sinistra radicale che si ispira a Tsipras verrebbe colta in contropiede dal ritorno immediato alle urne. Renzi trasformerebbe la campagna elettorale (per qualcuno già iniziata con l’ennesimo annuncio sul taglio delle tasse, stavolta sulla casa) in un referendum su se stesso. Una mossa azzardata, certo, ma che potrebbe garantire al segretario democratico una maggioranza solida almeno fino al 2021. Un’occasione più che ghiotta…