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Politica
Senato/ Il pallottoliere sorride a Renzi. Chi sostiene il governo


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Matteo Renzi ha annunciato spavaldo e sicuro di sé di avere i numeri a Palazzo Madama per far passare le riforme anche senza l'appoggio di Forza Italia. Dietro le parole del premier ci sono i numeri e il pallottoliere del Senato sorride al segretario del Partito Democratico. Il gruppo dei cosiddetti "nuovi responsabili" che starebbe per formarsi può già contare sui sei ex senatore del Movimento 5 Stelle che da tempo votano stabilmente con il governo e che hanno scritto il nome di Sergio Mattarella per la presidenza della Repubblica. Ma nel Pd sono sicuri che almeno altri due o tre ex grillini potrebbero aggiungersi al nuovo gruppo parlamentare. A guidare la pattuglia dei fuoriusciti del M5S ci sono il siciliano Francesco Campanella e il pavese (ma nato a Caracas in Venezuela) Luis Alberto Orellana.

Gli occhi sono puntati in particolare su Campanella, dipendente della Regione Sicilia, che - secondo alcune indiscrezioni che circolano in area Pd - potrebbe diventare il nuovo ministro (senza portafoglio) per il rilancio del Mezzogiorno. Una sorta di premio di Renzi per la diposnibilità di questi senatori a sostenere la maggioranza e in particolare il cammino delle riforme. Ci sono poi i 15 senatori del gruppo Gal (Grandi Autonomie Libertà): due o tre di loro votano da tempo con il Partito Democratico e altri tre pare che siano pronti ad entrare nei "nuovi responsabili". Quindi il numero di senatori che potrebbero formare il nuovo gruppo a sostegno della maggioranza sono circa 15 (dieci è il minimo) e tra di loro, oltre al ministro per il Sud, un paio potrebbero ottenere un ruolo di sottosegretari. Ma non finisce qui.

L'ultimo fronte è quello interno a Forza Italia. Dal partito di Berlusconi escludono che Denis Verdini e i suoi fedelissimi possano lasciare gli azzurri ed entrare nei "nuovi responsabili". Anche se qualcuno nel Pd non esclude questa possibilità. Verdini, artefice e padre del Patto del Nazareno, potrebbe forse battersi in Fi per un patto-bis con il premier, cercando di far leva sull'ex Cavaliere puntando sugli interessi di Mediaset e delle aziende di famiglia, che, come abbiamo visto, rotto il Nazareno potrebbero essere seriamente in pericolo. Anche se Verdini, appoggiato da Gianni Letta e dall'avvocato Ghedini, non riuscisse a convincere Berlusconi, il cosiddetto gruppo di verdiniani (tra 10 e 15 senatori) potrebbe comunque appoggiare le riforme, o semplicemente uscire dall'Aula nel caso in cui la maggioranza fosse in pericolo per qualche defezione di troppo della minoranza dem. In ogni caso, pare proprio che le parole di Renzi siano supportate dai numeri, che a Palazzo Madama fanno dormire al presidente del Consiglio sonni relativamente tranquilli.

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