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Renzi mollato dai poteri forti? Sulle riforme “non può scherzare”

Renzi mollato dai poteri forti? Sulle riforme “non può scherzare”
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RETROSCENA – Il direttore del CorSera scrive un editoriale duro in prima pagina contro il premier. Mattarella e Grasso lanciano messaggi cifrati a Palazzo Chigi. Sulle riforme Renzi non può scherzare e rischia di bruciarsi…

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

I poteri forti mollano Matteo Renzi? Così pare. Ai più attenti osservatori della politica non è certo sfuggito l’editoriale in prima pagina del direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana. Due i punti chiave del fondo: le riforme istituzionali vanno approvate con una maggioranza la più ampia possibile, coinvolgendo anche le opposizioni di Centrodestra e il Movimento 5 Stelle, e i senatori devono essere eletti direttamente dai cittadini. Una posizione tanto netta quanto chiara, che indica inequivocabilmente come l’innamoramento di certi salotti per l’ex sindaco di Firenze sia ormai finito definitivamente. E se all’editoriale del direttore del CorSera si aggiungono i segnali che sono arrivati dalla presidenza del Senato e dal Quirinale il cerchio si chiude. Sia Pietro Grasso sia Sergio Mattarella hanno fatto capire a Palazzo Chigi di non giocare con il fuoco e di evitare di andare allo scontro sul ddl Boschi. In Parlamento i più esperti di politica e i senatori e i deputati di lungo corso mettono insieme come in puzzle tutti questi segnali, compresa la vittoria di Tsipras in Grecia, e affermano a microfono spento che “il vento è cambiato” e che “Renzi non può più fare quello che vuole”. A questo punto dipede molto dalle scelte di Pierluigi Bersani. A Palazzo Madama i 14 senatori dissidenti della prima ora, quasi certamente, non verranno convinti dal segretario dem. Gli altri quindici “new entry” e di fede bersaniana attendono di capire il tipo di battaglia che vorrà fare l’ex segretario. Ma, tornando al Quirinale, il Capo dello Stato – secondo quando risulta ad Affaritaliani.it – avrebbe inviato un messaggio chiarissimo al presidente del Consiglio: le riforme costituzionali non possono essere approvate con una maggioranza raccogliticcia fatta di verdiani, pentiti di Forza Italia ed ex leghisti vicini a Tosi. Renzi è avvisato.