Matteo Renzi ha deciso: il referendum istituzionale, che quasi certamente si terrà domenica 6 novembre, verrà spacchettato in cinque differenti quesiti. Il premier e segretario del Partito Democratico, visti gli ultimi sondaggi negativi, ha dato il via libera alla richiesta di molti parlamentari di andare al voto per parti separate. Le opposizioni sono in fermento, con Brunetta e Calderoli che parlano di “anticostituzionalità” dello spacchettamento, ma sono numerosi i senatori e i deputati (non solo del Pd ma anche di Ap-Ncd) che si preparano a firmare per avanzare la richiesta di dividere il referendum in cinque quesiti. Richiesta partita dai Radicali. In questo modo Renzi spera di riportare il dibattito sul merito della riforma della Costituzione evitando il rischio di un voto su se stesso e sul governo.
Nel dibattito, ovviamente, rientra anche la legge elettorale. Dal no secco a ogni modifica all’Italicum, pronunciato per tanti mesi, si è arrivati alle mani libere in Parlamento. Due i motivi che hanno spinto il presidente del Consiglio al dietrofront: l’esito dei ballottaggi che ha mostrato la forza del M5S al secondo turno e la minaccia della minoranza dem e di una parte dei parlamentari centristi che senza cambiamenti alla legge elettorale potrebbero schierarsi per il no al referendum o votare contro in Aula alla Camera e soprattutto al Senato.
Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, dietro la svolta soft di Renzi ci sarebbe Giorgio Napolitano. L’ex Presidente della Repubblica avrebbe consigliato al premier di evitare il braccio di ferro sull’Italicum, visto soprattutto il ‘pericolo 5 Stelle’, e di andare avanti sullo spacchettamento del referendum. Il premier-segretario conta in questo modo di disinnescare la ‘mina’ delle riforme. Basterà che uno solo dei cinque quesiti ottenga l’ok degli italiani e Renzi e la Boschi potranno rimangiarsi la promessa delle dimissioni e della caduta dell’esecutivo. Le opposizioni si preparano alla battaglia contro lo spacchettamento e l’estate politica si preannuncia davvero bollente.

