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Terrorismo, Renzi: “Non si vince solo con le armi”

Il premier: “Sfida non la vinci semplicemente con le azioni militari”

“Bisogna essere equilibrati e avere buon senso. Certo devi mettere in conto tutti i tipi di intervento, ma la sfida la vinci se riesci a vincere la sfida educativa, non semplicemente con le azioni militari”. E’ intervenuto così il premier Matteo Renzi alla presentazione di Origami parlando della strage di Parigi e del riaccendersi dell’allarme terrorismo. Renzi definito l’attacco alla capitale francese “una aggressione alla nostra identità. “Sono molto prudente sulle parole. Capisco chi utilizza la parola guerra ma io non la uso. E’ evidente che l’attacco di Parigi è strutturalmente un attacco militare – ha spiegato – .E’ una gigantesca aggressione all’idea stessa della nostra identità”.

Contro il terrorismo serve certamente una “reazione” militare, ma non è sufficiente e bisogna fare attenzione ad evitare una “Libia-bis”. “Certo che ci vuole anche una reazione, è sacrosanto e comprensibile, e devi mettere in conto tutti i tipi di intervento. Ma la sfida la vinci se vinci la sfida educativa nei prossimi 20 anni. Le reazioni da sole producono la Libia-bis – ha spiegato Renzi – . Serve una soluzione, un accordo sulla Libia. Si può immaginare un maggior ruolo anche dell’italia nell’accompagnare un governo che si sia insediato in Libia”.

Renzi ha poi affrontato alcune questioni di politica internazionale, in particolare la collaborazione con la Russia per difendere l’Europa dal terrorismo. Sì che possiamo fidarci di Putin. Sarebbe stato assurdo alzare una cortina di ferro tra noi e la Russia. Non possiamo immaginare di costruire l’identità dell’Europa contro la Russia – ha detto – .E’ assolutamente cruciale che anche Putin partecipi a questa fase”.

Parlando dei rapporti Italia-Stati Uniti ha espresso gratitudine perché “se siamo tornati ai tavoli internazionali, che negli ultimi anni sono stati fatti senza l’Italia, è grazie a loro”. “L’accordo perché a Vienna tornasse l’Italia è stato fatto grazie agli Usa molto più che grazie ai nostri amici europei. La nostra stella polare è il rapporto con gli Usa”, ha detto il premier.

Affrontando la possibilità di attacchi al nostro paese il premier ha aggiunto: “Nessuno di noi si può permettere il lusso di dire tranquilli non c’è pericolo: chi lo dice vive su Marte. Hanno colpito persino in Australia”. “Nessuno può pensare di essere immune dal pericolo terrorismo”. Il premier ha commentato anche le polemiche di questi giorni sul rapporto fra immigrazione e terrorismo. “Se dici ‘chiudi le frontiere’, come alcuni hanno fatto in questi giorni, dovresti dire che lo fai per tenerli dentro, perché gli assassini nella stragrande maggioranza dei casi sono nati e cresciuti in Europa – ha aggiunto – . La minaccia viene da dentro”.