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Politica
Riforme, blitz Popolari: Mauro sostituito in commissione al Senato

Colpo di scena al Senato sulle riforme costituzionali. Il gruppo 'Popolari per l'Italia' sostituisce il proprio rappresentante in commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama - si tratta di Mario Mauro, già ministro della Difesa nel governo Letta - e al suo posto designa il capogruppo Lucio Romano. A questa decisione si è giunti in tarda mattinata al termine di una riunione del gruppo stesso, sollecitata, a quanto si apprende, anche da Pier Ferdinando Casini. La sostituzione è stata votata a maggioranza. Per tutta risposta, Mauro ha convocato una conferenza stampa.

La sostituzione di Mauro è significativa e riporta su posizioni più sicure il governo all'interno della commissione. E forse non è un caso che qualche ora più tardi il ministro Maria Elena Boschi, entrando alla conferenza dei capigruppo al Senato, abbia dichiarato: "Siamo nei tempi, siamo vicini ad un accordo, mancano solo le ultime cose da verificare". Infatti, della sostituzione di Mauro si era iniziato a parlare già da qualche tempo, dopo che Mauro votò l'ordine del giorno di Roberto Calderoli (Lega Nord), favorevole all'elezione diretta del Senato, in contrasto con la posizione dell'esecutivo. A questo punto, l'ago della bilancia rimane il democratico Corradino Mineo, che è in dissenso con la linea del Pd.

"In pieno stile di purga staliniana un gruppo di senatori" 'Per l'Italia' "ha disposto la mia rimozione dalla commissione Affari costituzionali, arrivando a un voto formale preteso da Pier Ferdinando Casini nonostante abbia fatto mettere a verbale la mia disponibilita' a votare secondo le indicazioni del gruppo", dice il senatore Mario Mauro. "Renzi chiede, Casini esegue - osserva ancora Mauro - come si evince dal fatto che gia' questa mattina il sottosegretario Delrio aveva anticipato a membri del mio gruppo il contenuto di questa imboscata parlamentare. Che grave errore da parte del governo pretendere l'uniformita' di opinioni, su una materia delicata come quella costituzionale. Che grave errore per quello che poteva essere il governo della speranza trasformarsi in un soviet da quattro soldi". Mauro sarebbe intenzionato a scrivere una lettera alla presidente della commissione Affari costituzionali, Anna Finocchiaro, e al presidente del Senato, Pietro Grasso, per annunciare le sue dimissioni dal gruppo 'Per l'Italia'. Gruppo che, in questo modo, non conterebbe piu' sul numero di dieci necessario per esistere autonanomente e non potrebbe dunque esprimere un commissario agli Affari costituzionali.

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