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Riforme, dissidenti sul piede di guerra: “Da Renzi diktat arroganti”

Riforme, dissidenti sul piede di guerra: “Da Renzi diktat arroganti”
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“La Costituzione durerà certamente più di Renzi, per questo chiediamo che se ne discuta”. Felice Casson, uno dei senatori che si sono autosospesi dopo la ‘cacciata’ di Mineo, con una intervista ad Affaritaliani.it critica i vertici del Pd. “Non possiamo accettare questi diktat arroganti che arrivano dall’alto. Scissione? I malumori sono tanti…”

Di Tommaso Cinquemani

Renzi: nessuna dittatura. E’ che non si affossano le riforme
“Non ho avuto tempo di occuparmi oggi di vicende interne al Pd. Lo faro’ domani. Alcuni resoconti sono sorprendenti perche’ la sostituzione di un senatore in una commissione puo’ essere considerata in tutti i modi, ma non certo come l’esercizio di un potere dittatoriale”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in conferenza stampa a palazzo Chigi. “Se un membro di un partito sta in commissione – ha ribadito – deve attenersi alla linea del proprio gruppo. In aula fara’ valere la propria coscienza, ma se non permetti a quel progetto di arrivare alla discussione in Aula non stai esercitando la liberta’ di coscienza ma stai affossando un provvedimento”. “Questo – ha detto ancora il presidente del Consiglio, e segretario Pd – e’ avvenuto sia per un senatore del Pd che per un senatori dei Popolari per l’Italia”.

Senatore Casson, lei e i suoi colleghi auto-sospesi che cosa vi aspettate dall’incontro con il capogruppo Zanda di lunedì?
“Ci aspettiamo che si discuta in maniera serena delle proposte che abbiamo fatto rispetto alle Riforme e della necessità di un maggior dialogo all’interno del Partito democratico”.

C’è un problema di democrazia all’interno il Pd, come dice Pippo Civati?
“Assolutamente sì. Con la sospensione di Mineo si è violata la Costituzione e il regolamento del gruppo, che dovrebbe invece tutelare il dialogo e la partecipazione anche di chi ha opinioni diverse. In questo modo è stato fatto un atto di forza che non è assolutamente accettabile. Ora vediamo che cosa succederà domani all’Assemblea Nazionale”.

Qualcuno dice che il Pd è pronto a spaccarsi, con un gruppo di senatori sull’uscio della porta…
“Quello che posso dire è che il malumore è forte e più ampio rispetto a quello espresso dai senatori che si sono autosospesi. Questi atti che arrivano dall’alto, di arroganza, non sono accettabili e non fanno parte delle regole del Partito democratico, soprattutto perché si discute della nostra Costituzione”.

Il 90% del partito però è a favore di queste riforme. Non si rischia che una minoranza blocchi la maggioranza con i suoi veti?
“Siamo delle persone che vogliono discutere di contenuti e chi non accetta le discussioni va contro le regole stesse dal Pd. La costituzione durerà certamente di più di Matteo Renzi”.

Sono state riforme affrettate?
“La riforma costituzionale è una questione complicata che va discussa in profondità. Questo non vuol dire bloccare le riforme. Ma il diritto dei cittadini di votare i propri rappresentanti al Senato deve essere tutelato”.