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Riforme/ Gotor (minoranza Pd) a Renzi: servono modifiche

Riforme/ Gotor (minoranza Pd) a Renzi: servono modifiche
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Miguel Gotor, esponente di spicco della minoranza del Partito Democratico, sceglie Affaritaliani.it per rispondere al premier che sulle riforme ha detto ‘avanti con il turbo’. “Ci vuole lo stesso tempo a fare le cose per bene o a farle male. Facciamole bene”, spiega il senatore dem. “Sul Senato e sull’Italicum ci sono degli aspetti da migliorare”. E ancora: “Bisogna invertire le proporzioni tra parlamentari nominati (che devono essere una minoranza) e quelli eletti direttamente dai cittadini”

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

“In tutti questi mesi, sia sulla riforma istituzionale che su quella elettorale, abbiamo posto solo e soltanto questioni di merito, volte a migliorare e rendere più incisivo il processo riformatore”. Il senatore Miguel Gotor, esponente di spicco della minoranza del Partito Democratico, intervistato da Affaritaliani.it, commenta le parole del premier Renzi, che sulle riforme ha dichiarato: ‘Ora avanti con il turbo’.

“Ci vuole lo stesso tempo a fare le cose per bene o a farle male. Facciamole bene, dunque, senza sprecare quest’occasione. Per quanto riguarda la riforma del Senato – spiega Gotor – essa deve proseguire. Con Forza Italia, se è possibile e come consiglia la Costituzione, oppure a maggioranza, anche perché alla fine del processo è previsto un referendum confermativo. Come dimostrano i singoli voti e non le chiacchiere della propaganda che il sistema di comunicazione concorre ad amplificare, quel processo è stato sostenuto dai senatori. Ci sono degli aspetti da migliorare, che riguardano in particolare l’equilibrio tra i poteri, ad esempio sulle modalità dell’elezione del presidente del Repubblica e degli altri organi di garanzia nel nuovo quadro istituzionale. E anche per il Titolo V è consigliabile una maggiore flessibilità nella divisione delle competenze tra Stato centrale e Regioni altrimenti il sistema rischierà di incepparsi. Il centrosinistra sul punto ha già sbagliato una volta e sarebbe bene non commettere nuovi errori”.

“Per quanto riguarda la legge elettorale essa va migliorata nel punto che riguarda la selezione dei nuovi parlamentari. Dopo dieci anni di Porcellum è sbagliato che il prossimo Parlamento sia ancora composto a maggioranza di nominati. Tanto più se si considera che il nuovo quadro istituzionale che uscirà dal processo di riforma del Senato prevede una sola Camera politica con un solo rapporto fiduciario con il governo, una Camera alta composta da eletti di II grado e un premier rafforzato da una solida iniezione maggioritaria. Di conseguenza è giusto che il prossimo Parlamento sia il più possibile rappresentativo. Bisogna quindi invertire le proporzioni tra parlamentari nominati (che devono essere una minoranza) e quelli eletti direttamente dai cittadini perché il diritto di voto è la massima espressione della sovranità del popolo. Alla crisi del rapporto fra cittadini e istituzioni, un problema non solo italiano, ma europeo, si risponde non continuando a stare chiusi in un fortino, ma attraverso una reciproca assunzione di responsabilità, senza alibi, tra eletti ed elettori”.

“Per quanto riguarda le preferenze – aggiunge ancora Gotor – occorre notare che queste sono state inserite da Renzi e Berlusconi nel secondo tagliando dell’Italicum. Ma non è ragionevole che siano un optional concesso solo alla lista che vince il premio di maggioranza. Dato che sono state inserite nel nuovo impianto dell’Italicum, è giusto che siano utilizzate da tutti i partiti”.

Ma se Renzi e il ministro Boschi dicessero che non ci devono essere modifiche? “Alla Camera spero ci sia un numero di deputati ampio che, facendo il proprio dovere di parlamentare, provi a migliorare la legge. Faccio notare che la norma dei capolista bloccati è stata inserita soprattutto nell’interesse di Forza Italia. E ci sarebbe in Parlamento un’ampia maggioranza disposta a invertire le proporzioni tra nominati ed eletti. Penso a tutte le forze che sostengono il governo: alla Lega, al Movimento 5 Stelle e a una parte di Forza Italia”.