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Riforme/ Guerini: il Pd non sostituisce Forza Italia con il M5S

Riforme/ Guerini: il Pd non sostituisce Forza Italia con il M5S
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“Il quadro dell’accordo del Nazareno e delle volontà esplicitate in Parlamento non comprendevano l’introduzione dell’elezione diretta del presidente del Repubblica, ancorché in un moderno sistema semi-presidenziale. Rimaniamo fermi su questa posizione. Non era nel quadro degli accordi che erano stati definiti”. Lorenzo Guerini, intervistato da Affaritaliani.it, boccia la richiesta di Berlusconi e Alfano di discutere di semi-presidenzialismo. Il vicesegratario del Pd: “Siamo ben lieti che il M5S abbia cambiato idea e che adesso sia disponibile a confrontarsi”. Sulle riforme il Pd intende sostituire Forza Italia con Grillo? “No. Prendiamo atto con soddisfazione che ci sono anche altre disponibilità che si sono manifestate. Ma queste non vanno a sostituire altri soggetti”. Infine apertura a Salvini e alla Lega: “La riforma del Titolo V non deve essere un ritorno al centralismo”

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

“Il quadro dell’accordo del Nazareno e delle volontà esplicitate in Parlamento non comprendevano l’introduzione dell’elezione diretta del presidente del Repubblica, ancorché in un moderno sistema semi-presidenziale. Rimaniamo fermi su questa posizione. Non era nel quadro degli accordi che erano stati definiti”. Lorenzo Guerini, intervistato da Affaritaliani.it, boccia la richiesta di Berlusconi e Alfano di discutere di semi-presidenzialismo. Il vicesegratario del Pd: “Siamo ben lieti che il M5S abbia cambiato idea e che adesso sia disponibile a confrontarsi”. Sulle riforme il Pd intende sostituire Forza Italia con Grillo? “No. Prendiamo atto con soddisfazione che ci sono anche altre disponibilità che si sono manifestate. Ma queste non vanno a sostituire altri soggetti”. Infine apertura a Salvini e alla Lega: “La riforma del Titolo V non deve essere un ritorno al centralismo”.

Il Pd si fida di Grillo e Casaleggio sulle riforme?
“Abbiamo dato la nostra disponibilità a un incontro, che ci è stato chiesto. Vediamo se c’è la volontà reale di confrontarci sulla riforma elettorale e sulle riforme in generale. Partendo dal presupposto che le nostre idee in tal senso sono chiare. Una legge elettorale che determini chi vince le elezioni, quindi una legge attraverso la quale i cittadini possono decidere da chi essere governati e una riforma costituzionale che superi il bicameralismo perfetto e che risolva i problemi del Titolo V. Se Grillo e il Movimento 5 Stelle su queste coordinate hanno la volontà di confrontarsi per noi è solo un fatto positivo”.

Non è che Forza Italia potrebbe essere sostituita dal M5S?
“Ma no. Noi abbiamo sempre detto che il confronto sulle riforme deve essere fatto con tutte le forze politiche perché le regole del gioco e l’architettura istituzionale del Paese ruguardano tutti e non solo la maggioranza. Fino ad oggi solo Forza Italia, tra le forze di opposizione, si è seduta al tavolo del confronto. Prendiamo atto con soddisfazione che ci sono anche altre disponibilità che si sono manifestate. Ma queste non vanno a sostituire altri soggetti, ma ampliano la platea di soggetti che con noi si confrontano”.

Anche Matteo Salvini ha aperto sulle riforme, ma ha chiesto che non ci sia un nuovo centralismo. Come va il dialogo con la Lega?
“Anche con la Lega è possibile un dialogo sul Titolo V. Il Titolo V che è uscito dalla riforma istituzionale del 2001 ha aperto una serie di problemi su conflitti sollevati tra le Regioni e lo Stato davanti alla Corte Costituzionale e quindi deve essere sistemato e superato. Certamente la riforma del Titolo V non deve essere un ritorno al centralismo, ma deve essere un’ordinata modalità di relazioni e di competenze tra il livello statale e il livello regionale. Anche su questo il nostro interesse a dialogare con tutte le forze politiche, Lega compresa, c’è. Prendiamo atto con soddisfazione che probabilmente il voto delle scorse elezioni europee ha modificato il quadro dell’atteggiamento di alcune forze politiche nei confronti del dialogo con il Partito Democratico sulle riforme. Siamo quindi ben lieti che si sia cambiata idea, che il M5S abbia cambiato idea e che adesso sia disponibile a confrontarsi”.

Berlusconi e Alfano hanno chiesto il semi-presidenzialismo. Qual è la risposta del Pd?
“Il quadro dell’accordo del Nazareno e delle volontà esplicitate in Parlamento nell’impostare la riforma del Senato e del Titolo V non comprendevano l’introduzione dell’elezione diretta del presidente del Repubblica, ancorché in un moderno sistema semi-presidenziale. Rimaniamo fermi su questa posizione. Non era nel quadro degli accordi che erano stati definiti”.