Ddl del governo come testo base, ma ok a possibili modifiche valorizzando i punti su cui si è registrata maggior condivisione. E’ questo, secondo quanto si apprende l’esito dell’incontro tra il presidente del consiglio e segretario del Pd, Matteo Renzi, con il capogruppo dei democratici a Palazzo Madama, Luigi Zanda, e la presidente della Commissione Affari Costituzionali, oltre che relatrice insieme a Roberto Calderoli, del provvedimento, Anna Finocchiaro. Quanto al nodo dell’elettività del nuovo Senato, il punto di caduta potrebbe essere che i consiglieri regionali indichino quelli che, fra di loro, andranno a Palazzo Madama. Nessun costo della politica aggiuntivo, dunque, per lo Stato.
Ma resta ancora, sempre secondo quanto si apprende, da definire come si procedera’ concretamente. Se saranno i consiglieri regionali, una volta eletti, a indicare i senatori o se lo faranno i partiti. Il tutto a numeri invariati. Potranno essere ridotti a dieci o cinque i ventuno senatori di indicazione da parte del capo dello Stato o addirittura non essere previsti nella nuova composizione di Palazzo Madama. E si pensa anche ad una maggiore proporzionalita’ nella rappresentanza delle regioni, a seconda delle dimensioni e della loro popolazione. Sui tempi di approvazione del ddl, l’obiettivo resta quello della prima lettura in commissione entro il 25 maggio. Ma i tempi, sembrerebbero in realta’ piu’ stretti, per il primo ok. Viste le elezioni europee del 25 il Senato, lo decidera’ una capigruppo, potrebbe, infatti, si apprende in ambienti parlamentari, terminare i lavori qualche giorno prima, il 18 o 19 maggio, per la conclusione della campagna elettorale.

