Ucraina, nella risoluzione della maggioranza “equilibrismo” sulla parola militari. Il testo su Affaritaliani - Affaritaliani.it

Politica

Ultimo aggiornamento: 14:20

Ucraina, nella risoluzione della maggioranza “equilibrismo” sulla parola militari. Il testo su Affaritaliani

Compromesso tra continuità di governo e riserve leghiste

Di Sara Barni

Richiamo esplicito nelle premesse: l’aggettivo “militari”

L'Aula della Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza su Kiev che, tra le altre cose, impegna il governo "a continuare a sostenere l'Ucraina, in coordinamento con la Nato, l'Unione europea, i paesi G7 e gli alleati internazionali, attraverso un contributo coerente con gli impegni assunti e finalizzato alla difesa della popolazione, delle infrastrutture critiche ed in prospettiva alla sicurezza complessiva del continente europео". Il documento impegna anche a "valorizzare il rafforzamento degli aiuti di carattere civile".

Nessun riferimento negli “impegni”, ma un richiamo esplicito nelle premesse: l’aggettivo “militari” compare così nella risoluzione di maggioranza, in un equilibrismo che consente di tenere insieme le riserve della Lega e la continuità con la posizione consolidata assunta dall’Italia.


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Al punto primo delle premesse, si ricorda infatti che “il Parlamento, con atto di indirizzo approvato nel gennaio 2025, ha impegnato il Governo a continuare a sostenere le autorità governative dell’Ucraina, anche attraverso la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, nell’esercizio del diritto alla legittima difesa e per la protezione della popolazione civile, nel quadro degli impegni assunti dall’Italia in ambito NATO, Unione europea e nei consessi internazionali”.

Al punto 2, si sottolinea che “il decreto-legge 29 dicembre 2025, adottato ai sensi degli articoli 77 e 87 della Costituzione, proroga fino al 31 dicembre 2026, previo atto di indirizzo delle Camere, l’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, con priorità per quelli logistici, sanitari, ad uso civile e di protezione dagli attacchi aerei, missilistici, con droni e cibernetici, in favore delle autorità governative dell’Ucraina, ai sensi dell’articolo 2-bis del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 aprile 2022, n. 28”. Proroga, si prosegue al punto 3, che “si colloca nel solco dei precedenti decreti-legge n. 14 e n. 185 del 2022, n. 200 del 2023 e n. 200 del 2024, tenendo conto dell’evoluzione del conflitto, delle condizioni della popolazione e delle infrastrutture civili nonché della possibilità di una soluzione diplomatica”.

Ecco dunque che il primo impegno, sottolinea chi nella maggioranza si spende di più per il sostegno anche militare a Kiev, acquista un senso più compiuto: “Continuare a sostenere l’Ucraina, in coordinamento con la NATO, l’Unione europea, i paesi G7, e gli alleati internazionali, attraverso un contributo coerente con gli impegni assunti e finalizzato alla difesa della popolazione, delle infrastrutture critiche ed in prospettiva alla sicurezza complessiva del continente europeo”. Seguono poi gli impegni che insistono sulla via diplomatica e sugli aiuti umanitari: “valorizzare il rafforzamento degli aiuti di carattere civile, sanitario, logistico e umanitario, rispondendo alle esigenze di protezione della popolazione e delle infrastrutture essenziali, in linea con le sensibilità espresse dal Parlamento nel suo complesso”.