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Politica


Montecitorio ha approvato definitivamente il ddl Delrio con 260 sì, 158 no e 7 astenuti. L'abolizione finale avverrà solo dopo la modifica della Costituzione. Il testo è rimasto identico a quello del Senato.

Ma quanto costano davvero le province? Secondo i dati dell’aggiornamento dello scorso settembre al Documento di Economia e Finanza e del Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici raccolti dalla stessa Upi e aggiornati a marzo, relativamente poco. O meglio, meno di tutti gli altri enti. Nel dettaglio, l’1,27% della spesa pubblica contro l’8% dei comuni, il 20 delle regioni, il 60 delle amministrazioni centrali (ministeri, agenzie ecc.) e l’11 degli interessi sul debito pubblico. In termini assoluti, le province hanno speso 10 miliardi di euro, i comuni 67, le regioni 164. Le spese, dicono dall’Upi sui numeri della Conferenza permanente coordinamento finanza pubblica, sono già state limate del 27% con un rapporto d’incidenza che ha redistribuito i tagli delle ultime manovre economiche al 52% sulle province, al 21 su regioni e sanità e al 27 sui comuni. E in effetti fra 2010 e 2013 la spesa totale, fra corrente e conto capitale, è diminuita dell’10,6% mentre aumentava praticamente ovunque. Senza contare, qui il dato che interessa la vita quotidiana di milioni di cittadini, che le province svolgono da anni compiti delegati dalle regioni. Alcuni inutili (i servizi per l’impiego in Italia impiegano come noto solo chi ci lavora) altri importanti, come l’agricoltura. Negli anni, anche i fondi trasferiti per questi scopi dalle regioni sono stati tagliati del 16,6%.
 
Dei 10,2 miliardi di euro di spese la quasi totalità è finita nell’erogazione di servizi essenziali alla popolazione. Insomma, non spariranno abolendo le province, a meno di non voler abbandonare le strade provinciali a sé stesse (più di quanto non siano al momento) o bloccare la costruzione di istituti superiori e licei. Secondo l’Upi, le spese per gli organi istituzionali, cioè per far funzionare la macchina provinciale italiana, ammontano ad appena 78 milioni di euro. Questo è quanto si potrebbe effettivamente risparmiare dalla loro abolizione.
 
Il rapporto prosegue elencando altri aspetti che raccontano come il lavoro delle province pesi meno di quanto si pensi. Dal debito pubblico del Paese, che nell’ambito delle autonomie locale riguarda le province solo per il 9% contro il 51 dei comuni, fino ai dipendenti. Quelli a tempo indeterminato sono 53.246: dove finiranno? Senza contare il raffronto con l’Europa, dove ben 19 Paesi su 28 stati membri contano tre livelli amministrativi, e in 17 casi gli organi di governo sono eletti dai cittadini. Il vero obiettivo, concludono dall’Unione, dovrebbe essere quello di rimettere mano al Titolo V della Costituzione semplificando la pubblica amministrazione e riordinando le funzioni amministrative per tagliare, più che gli enti locali, gli sprechi legati alle sovrapposizioni fra di essi.

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