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Rodotà non è una novità

Ho letto le lettere, postulanti e servili, di Amato a Craxi. Pensate che non esistano missive, più o meno dello stesso tenore, indirizzate da Rodotà a Berlinguer ?

Il segretario del Pci fece eleggere il professore, insieme a un gruppo di accademici, e li fece iscrivere, in Parlamento, ai gruppi della “Sinistra indipendente”.

Ma molto stretti erano i rapporti tra quei parlamentari e la segreteria del “partitone rosso”. E assoluta la loro obbedienza.

Dopo la fine della Prima Repubblica, su designazione della sinistra, Rodotà ha presieduto l’Authority di garanzia della privacy, per 8 anni. Un incarico molto ben retribuito.

Il docente calabrese è un eminente giurista, ma va inserito tra i “notabili sempre a disposizione”. Della Patria ? Certo, ma anche dei capataz, defunti e viventi, dei partiti.

Fa bene Grillo a stimarlo, ma non può presentare come una grande novità la candidatura al Quirinale di Rodotà, 80 anni, eletto, dal 1979, 4 volte nel Parlamento italiano e uno in quello europeo. E percettore di mega-vitalizi….

Pietro Mancini