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Salvini avverte Confindustria: “No, ai signor no!”

Confindustria chiede un aumento dei tassi d’interesse sui titoli di Stato, ed avverte sulla scarsa crescita del Paese. Di Maio accomodante, Salvini scaccia “i g

Salvini avverte Confindustria: “No, ai signor no!”
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“I gufi c’erano ai tempi di Renzi, le loro preoccupazioni sono anche le nostre”. Di Maio in evidente affanno percentuale nei confronti del tumultuoso alleato di Governo, fa il verso alla sua stessa maggioranza abbracciando le preoccupazioni di Confindustria, che avverte sui pericoli di una economia nera per l’Italia.

Crollo della fiducia degli imprenditori, riduzione degli investimenti, occupazione ferma, domanda interna debole, ed un 2019 senza prospettive di crescita con un reddito di cittadinanza e quota 100 che “daranno un contributo, seppure esiguo, alla crescita economica”. Ed ancora, dal loro centro studi arriva un monito: “Il Governo ha ipotecato i conti pubblici e non ci sono scelte indolori”, per cui si dovrà scegliere tra aumento dell’Iva, o deficit al 3,5%.

Lo spread rimane pericolosamente alto ed i mercati ci puniranno, sentenziano gli Industriali. Però Salvini non ci sta alle cassandre della finanza pubblica: “Le previsioni di Confindustria? Verranno smentite clamorosamente dai fatti. È pieno di gufi. Ci hanno sempre ‘cannato’ in passato”. E precisa: “Io sono convinto che con i soldi che abbiamo messo nelle tasche degli italiani si tornerà a crescere. Dateci una mano, a noi piacciano le proposte, non i signor no“.

È l’altro vice-Premier però che soffre la sovraesposizione mediatica del leghista, qualsiasi sia l’argomento, qualsiasi sia il tema, di bandiera o di rimessa, il Carroccio riesce sempre a ritagliarsi un ruolo di assoluto rilievo, centrale, di ascolto, e pare sempre correggere il tiro dei 5Stelle. Quasi a dire ai pentastellati “i nostri provvedimenti sono sempre azzeccati, i vostri li miglioriamo noi”, una tesi che evidentemente passa bene anche nel tessuto mediatico, e di riverbero in quello elettorale.

Con Zingaretti da Conte Dracula che succhia sangue al collo grillino dall’opposizione, ed i flash del red carpet esecutivo che lasciano in ombra gli stellati, Di Maio deve inventarsi, ed anche alla svelta, il modo per ridare centralità al movimento. Oppure salirà più velocemente la febbre della crisi di Governo, che l’Iva.

 

twitter @andrewlorusso