Deve aver subito fatto effetto la carica che Matteo Salvini ha dato ai suoi supporter romani dopo la maxi cena di sabato scorso. In un ristorante sulla via Aurelia erano infatti accorsi in 350, nonostante il diluvio, ad accogliere il loro leader di ritorno da Mosca con il blitz antireferendario sulla Piazza Rossa, davanti al Mausoleo di Lenin.
Niente vodka però a cena, solo vino dei Castelli Romani, nella serata promossa dal neo coordinatore romano Felice Squitieri, supportato nell’occasione da due consiglieri romani di “Noi con Salvini”, Enrico Cavallari, che insieme alla ex parlamentare Barbara Mannucci, ne ha curato l’organizzazione, e Fabio Sabbatani Schiuma, che si è portato la ‘claque’ da casa, ossia gli affiliati a Riva Destra, per lo più ex aennini, che oggi tifano per l’alleanza tra Salvini e la famiglia Le Pen: sono loro infatti che hanno portato a Roma nel marzo scorso in un suggestivo Hotel dell’ Eur la bella nipote Marion, grazie al circuito culturale di Mille Patrie di Vincenzo Sofo e Fabrizio Fratus, e venerdì 25 p.v. ripeteranno sempre con la ‘dura e pura’ del Front National a Firenze.
In pratica si tratta dell’ala destra della galassia salviniana che si batte per la costruzione anche in Italia di un fronte identitario, sovranista e federalista. Le parole del ‘capitano’ comunque -anche se nella capitale i romanisti così ci chiamano solo Totti- devono aver stimolato la sua nuova dirigenza locale e già domani, mercoledì 23, il suo movimento è in piazza.
Le ragioni del No al referendum saranno portate a piazza della Marranella, in piena Torpignattara, laddove proliferano come funghi le moschee ‘fai-da-te ‘nei garage, l’ambulantato abusivo, le quasi cento frutterie per lo più gestite da bengalesi con la frutta esposta all’esterno (vietato dalla legge), che in realtà servono solo per i permessi di soggiorno: in pratica un quartiere ove molti italiani si sentono oramai ‘stranieri in patria’ -come dice Sabbatani Schiuma.
In realtà il problema è esteso a tutta Roma.
Ma tutto ciò non è un caso. C’è infatti la regia di Gian Marco Centinaio, capogruppo al Senato dei Salvini-boys e commissario da meno di un anno dell’intero Lazio. Il senatore di Pavia è assolutamente determinato nel costruire adesso un rapporto organico tra il leader di via Bellerio e Roma. Un legame stabile, che vada oltre le fugaci apparizioni in campagna elettorale, che sfrutti al massimo la sua popolarità e che faccia archiviare le troppe divisioni locali del passato, a ben vedere ereditate da altri. Così, insieme a Squitieri, Centinaio ha scelto il Municipio V, territorio di oltre 250.000 abitanti, ove è compresa quella che i romani veraci chiamano ‘Torpigna’, per spiegare le ragioni del No al referendum, al governo Renzi e a quell’invasione, imputata dai salviniani ad Alfano e alla Boldrini. Altri quartieri che lo compongono, come il Pigneto e Tor Sapienza, sono zone insicure, troppo spesso preda di una movida violenta e drogata, aspre come il fumo dei roghi tossici provenienti dai campi nomadi, teatro di ribellione da parte dei residenti, scesi spesso in piazza a pretestare con veemenza. Ma non solo loro lo hanno fatto. Da qualche settimana sono anche molti islamici ad aver iniziato a protestare, a causa dei sigilli posti dai vigili in tre locali adibiti a moschee a Centocelle – altro quartiere di questo municipio. Insomma la scelta è caduta su un quadrante con pesanti problemi di sicurezza, tema caro a Salvini. Non a caso, a fare da organizzatore alla giornata alla Marranella di mercoledì è il sopracitato Fabio Schiuma, vecchia conoscenza della destra sociale romana, il quale, individuato da Centinaio come uno dei tre candidati alla presidenza di un municipio – in quota Lega – per la coalizione di Giorgia Meloni Sindaco di Roma, aveva a giugno scelto proprio questi quartieri. E Schiuma, che in mezzo a questa arena ci si è trovato a proprio agio, ha raggiunto un ottimo risultato elettorale per Salvini e per la Meloni e ha iniziato a farle chiudere quelle moschee, ha voluto condividere l’iniziativa referendaria con due colleghi di Fratelli d’Italia della zona: Maurizio Politi, oggi giovane e rampante consigliere in Campidoglio, e Daniele Rinaldi, motore organizzativo romano di FdI, entrambi già consiglieri del Municipio V. Alle 18 inizierà il convegno, moderato da affaritaliani.it e concluso da Centinaio, ma dalle 16 in piazza della Marranella arriveranno molti giovani, con bandiere tricolori, per invitare la cittadinanza a sottoscrivere una petizione popolare alla sindaca Raggi, con la quale si chiede di annullare la contestata scelta del presidente grillino del Municipio: è stata infatti data in concessione ai mussulmani un palestra della zona in uso a dei bambini. “Riprendiamoci i nostri quartieri” -recita il volantino- No al referendum e No alle moschee.
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