Che cosa faranno Matteo Salvini e Giorgia Meloni se al ballottaggio a Torino, Roma e Napoli (difficile a Milano e Bologna) e in alte città minori andranno i candidati del Pd contro quelli dei 5 Stelle? Nessun apparentamento, ovvio, ma una bella dichiarazione pubblica “voto o voterei il candidato grillino” ci sarà sicuramente. A Torino è molto probabile che a sfidare al secondo turno il democratico Piero Fassino sarà la 5 Stelle Chiara Appendino. A Roma non è escluso che il ballottaggio sia tra la favorita Virginia Raggi, pentastellata, e il renziano Roberto Giachetti. Così come a Napoli ad affrontare De Magistris potrebbe essere il grillino Matteo Brambilla.
Salvini e Meloni in tempi non sospetti hanno già detto di essere pronti a scegliere il M5S contro il Pd ma ovviamente ora, in piena campagna per il primo turno, non possono e non vogliono ribadire l’endorsement. Però, dopo il 5 giugno, ci sarà il sostegno, anche se ovviamente non ufficiale, nei casi in cui la destra e il Centrodestra resteranno fuori dal secondo turno. E la mossa del leader leghista e di Fratelli d’Italia non è serve soltanto per cercare di abbattere il governo Renzi, bensì cela una strategia ancora in fase di elaborazione ma che potrebbe ridisegnare il quadro politico.
Più Forza Italia e Silvio Berlusconi si spostano verso Verdini, Alfano e Casini – quindi Renzi -, come è accaduto nella Capitale con la convergenza degli azzurri su Alfio Marchini, e più Lega e Fdi si uniscono verso una federazione (che potrebbe chiamarsi Lega Nazionale) e tentano di capire se è possibile intavolare un dialogo con i 5 Stelle partendo proprio dal sostegno ufficioso ai ballottaggi. Ovviamente sia in Fdi (La Russa) sia nel Carroccio (Maroni e Giorgetti) ci sono molti big che tifano per un riavvicinamento con Berlusconi e quindi non per un’alleanza con i pentastellati, ma in Europa – fanno notare in casa ex An – “chi non sta nei popolari e nei socialisti è unito“.
E quindi perché non cercare di ipotizzare un fronte comune di chi in Italia e al Parlamento europeo si oppone a Renzi, Merkel e Juncker? Non a caso i 5 Stelle sono alleati dello Ukip di Nigel Farage che, su molti argomenti, non è poi così distante dalla Le Pen e dal Partito della Libertà che ha fatto il botto in Austria. Ovviamente l’immigrazione divide M5S da Salvini-Meloni, ma in molti a destra ricordano che se si riprendessero alcune idee di Casaleggio e di Grillo anche su questo spinoso argomento “l’accordo si potrebbe trovare”. Chi potrebbe essere tra i 5 Stelle l’interlocutore? Più Di Maio che Di Battista, viste le loro posizioni politiche, spiegano da Fdi e della Lega. Per il momento si tratta di un’operazione sottotraccia e di un progetto che però con i ballottaggi potrebbe davvero iniziare ad uscire allo scoperto.


