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Politica
Salvini a Pontida: "Renzi megalomane". Zaia: l'Europa è un'immonda schifezza. VIDEO

Prima volta da segretario della Lega per Matteo Salvini al raduno di Pontida. "Arrestateci tutti, se siamo pericolosi, arrestateci tutti perché vogliamo la libertà", ha detto il segretario federale della Lega Nord, che ha fatto salire sul palco alcuni degli arrestati nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Brescia.

"Guardate che sovversivi, guardate che violenti", ha continuato poi Salvini accogliendo sul palco Christian Contin, Alberto e Giancarlo Orini, Stefano Ferrari e Elisabetta Adami, coinvolti nell'inchiesta che ha portato a 24 arresti nelle settimane scorse.

Poco prima, arrivando a Pontida se l'era presa con la cancelliera tedesca Angela Merkel, ma anche con il governo di Matteo Renzi. "Preferisco Marine Le Pen ad Angela Merkel, cha ha massacrato la nostra economia con una moneta sbagliata: dunque meglio chi dice prima i francesi e stop all'immigrazione e alla deriva islamica", ha detto, rispondendo a una domanda sul suo patto per le europee con la leader del Fn. Il raduno è dedicato allo slogan 'Basta euro', perché "c'è da salvarsi dalla gabbia di matti dell'Euro fuori dalla quale torniamo a produrre e lavorare".

Salvini si è detto convinto di prendere "il doppio dei voti dell'anno scorso". "Il 25 maggio - ha detto dal palco di Pontida - non sono elezioni ma un referendum tra il passato del partito unico dell'Euro, che va da Renzi a Berlusconi a Grillo, e il futuro". Il leader della Lega ha parlato della sua scelta di stringere un patto a livello internazionale con le forze anti euro dell'estrema destra poiché ne condivide le scelte di fondo... E se questo significa essere populisti, ha aggiunto Salvini, "meglio populisti che fessi".

La questione dell'euro è cruciale per la Lega. "La vera riforma è cancellare la Fornero e uscire dall'euro subito", ha detto Salvini in collegamento da Pontida con In mezz'ora su Rai3. Parole che hanno spinto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, a intervenire: "Voglio dire a Salvini che non è vero che votando Forza Italia si vota per la Merkel, perché se c'è qualcuno che ha detto no a moltissime sue proposte, questo qualcuno si chiama Silvio Berlusconi. Io credo che oggi sia un fatto avventuristico uscire dall'euro. Oggi possiamo stare nell'euro se cambiamo le funzioni della Banca centrale europea".

A Pontida non sono mancati gli attacchi al governo, primo fra tutti quello al premer Renzi. Rispondendo al popolo del Carroccio che una volta salito sul palco lo ha acclamato 'Matteo, Matteo' ha risposto "non fate così altrimenti Renzi, il megalomane di Firenze, pensa che sia per lui". Rivolgendosi invece al ministro dell'Interno, Angelino Alfano, Salvini ha detto: "Alfano, verremo noi a liberare la tua Sicilia se non ne se capace". "Se non riesci a combattere l'immigrazione clandestina - ha proseguito - dimetti".

Fra i militanti, oltre ai tradizionali slogan, anche un grosso cuore con la scritta 'Veneto indipendente', in fondo al pratone. Oltre al segretario Salvini, sono presenti anche i governatori della Lombardia  Roberto Maroni, che è arrivato a Pontida in moto, e del Veneto Luca Zaia. E' presente anche Umberto Bossi che salirà sul palco alla fine della giornata.

Nel suo lungo discorso Salvini ha attaccato duramente la Rai. "Un pensiero di tristezza a quella tv pubblica che si chiama Rai che ci prende per scemi facendo spot per l'Europa e l'euro: vergogna", ha detto il segretario federale della Lega Nord. Ha anche criticato 'Il Fatto quotidiano' per un articolo in cui si sosteneva che al raduno di Pontida ci sarebbe stato quel che resta della Lega.

Da Pontida Salvini se l'è presa, senza mezze parole, con l'assessore milanese del Pd, Pier Francesco Majorino definendolo "un cretino". Il segretario della Lega ha replicato all'accusa di essere "un infame" dopo  aver visitato ieri per protesta la stazione centrale di Milano, dove sono accampati dei profughi siriani. "Poveretto - ha aggiunto Salvini commentando il lavoro dell'assessore ai Servizi sociali di Pisapia -. Se non è capace di fare l'assessore non deve insultare ma dimettersi". In generale sull'arrivo di immigrati e di profughi il leader della Lega ha ribadito la richiesta di "sospendere l'operazione Mare Nostrum, non farli partire e aiutarli a casa loro".

Immigrati, Zaia: per Veneto impossibile ricevere ancora pressione - ''E' impossibile ricevere ancora un'ulteriore pressione immigratoria''. A sostenerlo, in un incontro col ministro dell'Interno, Angelino Alfano, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. ''Non vogliamo renderci partecipi di questa partita'', ha aggiunto il governatore del Veneto. ''Qui abbiamo 550mila immigrati, di cui molti, 40-50mila, stanno perdendo il lavoro: non possiamo pensare che qui ci sia spazio per altri immigrati'', ha continuato il presidente del Veneto. Per quanto riguarda le possibili conseguenze sull'ordine pubblico, Zaia ha affermato: ''Non e' mancanza di solidarieta', ma e' un fatto di concretezza''.

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