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“Salvini si è fatto un ‘think tank’. Ecco il segreto del suo successo”

Intervista di Affaritaliani.it ad Alessandro Amadori, consigliere del vicepremier leghista Matteo Salvini

“Salvini si è fatto un ‘think tank’. Ecco il segreto del suo successo”
salvini ape
Su Affaritaliani.it la prima intervista ad Alessandro Amadori, Consigliere per l’Analisi Politica e Sociale del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. Migranti, autonomia regionale, Unione europea, sondaggi, social network, vita privata: ecco i segreti della comunicazione del…

Su Affaritaliani.it la prima intervista ad Alessandro Amadori, Consigliere per l’Analisi Politica e Sociale del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. Migranti, autonomia regionale, Unione europea, sondaggi, social network, vita privata: ecco i segreti della comunicazione del leader leghista.
 

FOTO AMADORI5                         Alessandro Amadori
 

La posizione intransigente sulla Sea Watch e sui migranti è legata a una precisa strategia di comunicazione e a sondaggi di opinione?
“No, la posizione “intransigente” deriva da una precisa progettualità politica: affrontare in modo radicalmente diverso, rispetto al passato, il problema dell’immigrazione. Attraverso un’azione in due fasi. La prima è stata quella di ristabilire il principio della tutela delle frontiere, e del rispetto delle norme legali di ingresso in un Paese. Cosa che, per inciso, vale per tutti i Paesi occidentali (e non solo). La seconda, alla quale sto lavorando fra gli altri anch’io (d’intesa in particolare col Ministero degli Esteri), da settembre del 2018, è quella di potenziare e accelerare gli investimenti in Africa, iniziando a rimuovere le cause strutturali che sono all’origine dei flussi migratori. In particolare, sta finalmente prendendo forma, dopo nove mesi di lavoro, il progetto “Africa Beyond Aid”, un insieme di iniziative di partnership e di “societing” fra Italia e Paesi africani, dalle quali speriamo potrà nascere una nuova e più rapida prospettiva di sviluppo per l’Africa stessa”.

Sull’autonomia regionale Matteo Salvini sembra meno duro che su tasse e migranti. Per quale motivo? Forse il tema non è così sentito nella popolazione?
“Anche se può sembrare il contrario, il tema dell’autonomia regionale è per molti aspetti legislativamente più complesso di quello dell’immigrazione. A procedere in fretta e per posizioni “forti”, si rischia di compromettere delicati equilibri che si riflettono sulla coesione stessa del nostro Stato (alla quale tiene in primis, giustamente, il Presidente Mattarella). Perciò la comunicazione è più articolata e sfumata. Ma la verità è che il completamento della prospettiva “regionale” prevista dalla nostra Costituzione è un tema considerato molto importante dalla popolazione, specie in alcune regioni. Bisogna però agire, come detto, con il dovuto equilibrio. Ma questo, ovviamente, è solo il mio punto di vista personale”.

Nei rapporti con l’Unione Europea, quali sono i consiglio che dà al Vice Premier e Ministro dell’Interno?
“Con l’Unione Europea, occorre trovare un nuovo punto di equilibrio. Fra l’esigenza di ridefinire il ruolo dell’Italia, e quella di mantenere (pur facendolo evolvere) l’edificio europeo. Non è una sintesi facile. Il mio consiglio è di tenere sempre presente che l’Europa rappresenta sempre, indubbiamente, il nostro principale interlocutore e partner mondiale, sotto tutti i profili (economico, sociale, culturale, storico e  ovviamente anche politico). L’Italia ha bisogno dell’Europa e l’Europa ha bisogno dell’Italia. Ma, certamente, i termini di questa complessa relazione reciproca vanno modificati. Anche con un certo coraggio”.

Salvini Giorgetti insieme a
 

Quanto sono importanti i sondaggi per Matteo Salvini?
“Dal mio angolo visuale, lo sono meno di quanto si creda. Più che i sondaggi tradizionali, per Matteo Salvini è importante cogliere la struttura dei bisogni, anche latenti, che si muovono nel corpo sociale e che spesso i sondaggi quantitativi tradizionali non sono in grado di misurare adeguatamente. Perciò direi che per Salvini è importante la dimensione “empirica” del fare politica, la raccolta di “dati” in forma eclettica e integrata, lasciando uno spazio significativo al suo “fiuto” personale”.

Quanto tiene conto il Ministro dell’Interno dei Social Netwwork?
“Come detto, il senatore Salvini ha un approccio eclettico tanto alla raccolta di dati quanto alle azioni di comunicazione. I Social Network sono parte di questo modello “multicanale”, e Salvini ha dimostrato di saperli usare bene sia come canale di ascolto che come canale di comunicazione. Sotto questo profilo, Salvini è innegabilmente un leader politico moderno (o, se si preferisce, post-moderno)”.

Quanto conta l’autocritica per Salvini?
“Sempre dal mio angolo visuale, posso dire che il senatore Salvini è molto esigente verso se stesso, e questo comprende anche la capacità di auto-criticarsi. Magari all’esterno non lo dà molto a vedere, ma il suo “sintonizzarsi” sui bisogni è fatto anche di una costante attenzione al proprio modo di operare. Poi, chiaramente, se è davvero convinto di una cosa va avanti fino in fondo…”.

bandiere lega ape
 

Chi è all’interno della Lega e del governo la persona con la quale il Vice Premier leghista si confida maggiormente?
“In verità una delle ragioni di forza di Salvini è che tende ad ascoltare il parere di molte persone diverse quando deve affrontare un problema. Non c’è un “consigliere” preferenziale. Sin dall’inizio della sua ascesa, Salvini ha cercato di costruire attorno a sé un “gruppo di consulenza”, una specie di “organo consulto collettivo” (think tank) fatto di storie diverse, esperienze diverse, competenze diverse, sensibilità diverse. Se sinora ha saputo formulare una strategia che funziona, è proprio anche per questo”.

Salvini parla poco della sua vita privata ma sembra gestire le uscite pubbliche e le immagini sui social in modo scientifico e attento. C’è una strategia dietro? E quanto conta per il suo ruolo di leader politico il suo lato privato?
“Per quanto mi concerne, non ho davvero mai sentito Salvini parlare di questioni private, né mai da parte mia c’è stata la curiosità di farlo. E’ un tema che rimane rigorosamente nell’ambito del suo privato, come è giusto che sia. L’impressione che mi sono fatto è che Salvini sia in realtà una persona molto spontanea nella gestione della sua vita privata. In questo senso, direi che nel suo caso fra “pubblico” e “privato” c’è meno distanza che per molti altri leader. E credo che piaccia anche per questo”.

Alessandro Amadori
Consigliere per l’Analisi Politica e Sociale
Vice Presidenza del Consiglio dei Ministri
Ufficio del Senatore Matteo Salvini