Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
Chi si aspettava che Salvini fosse davvero un leader autonomo e non condizionato dall’uomo di Arcore è rimasto deluso dopo l’incontro segreto che si è tenuto tra i due lunedì a Roma. Il segretario della Lega Nord, in perfetto stile Senator, ha trovato la famosa “quadra” con l’ex Cavaliere. Salvini non ha avuto il coraggio di rischiare di perdere il Veneto, dopo lo strappo di Flavio Tosi, e ha deciso di puntellare Luca Zaia con l’accordo con Forza Italia.
Ma si tratta, di fatto, di una capitolazione del numero uno leghista, che ha dovuto cancellare la candidatura di Edoardo Rixi in Liguria, l’unico con qualche chance di battere il Pd, per far spazio al catapultato azzurro Giovanni Toti. E pensare che la campagna elettorale leghista per Rixi era già iniziata con tanto di comizio di Salvini a Genova e con la lista del candidato governatore già pronta. Niente da fare. Berlusconi dice Toti e la Lega accetta. Anzi, obbedisce. Non solo. Pare che sia a rischio addirittura Claudio Borghi Aquilini, responsabile economico del Carroccio, in Toscana e che la Lega, sempre su richiesta di Berlusconi, non presenti le liste di Noiconsalvini in Puglia e in Campania per non “disturbare” Forza Italia che è alleata con Alfano.
Tutto questo per tentare di blindare Zaia. C’è da aspettarsi a questo punto che continui la perdita di consensi della Lega nei sondaggi. In Francia Marine Le Pen fa la guerra all’Ump di Sarkozy, anche a costo di arrivare seconda. In Italia Salvini, dopo aver fatto la voce grossa per mesi, è tornato a casa. A casa di Silvio…

