Il leader della Lega è da anni favorevole all’abolizione della legge Merlin, da quando la Lega bazzicava il 6% dei consensi. Ma il M5S non ci sta
È da almeno quando è stata approvata la legge Merlin, nel lontano ’58, che si mette in discussione la norma che di fatto ha gettato nell’irregolarità o nell’anonimato il mestiere più antico del Mondo, giustappunto quello delle prostitute. È vietato infatti in Italia il lenocinio stradale, minorile, lo sfruttamento, l’organizzazione. Eppure, di per sé è un mestiere lecito, seppur non regolamentato.
Ciò ha ingenerato anni di conflitto con l’erario, visto che sono redditi, e parliamo di miliardi, che sfuggono alle casse dello Stato perché si finge di non vedere un giro che coinvolge almeno 10 milioni di clienti e 120mila prostitute censite, per un fatturato di 90 milioni di euro al mese. Attenzione, parliamo di numeri enormemente al ribasso.
La cappa d’ipocrisia che aleggia nello Stivale, complice tempo addietro l’influenza vaticana sulla moralità delle lucciole, ha fatto sì che mai veramente si potesse discutere liberamente del tema e superare un tabù vetusto, con tantissimi risvolti; Economici, come è lampante immaginare appunto per il fisco. Sociali e sanitari, per la dignità di persone che vorrebbero essere tutelate dallo Stato, con posizione contributiva e riscatto morale. Ed inoltre di sicurezza contro le malattie sessualmente trasmissibili. Sia per chi svolge l’attività, ma soprattutto per l’effetto moltiplicatore dei clienti, che si riverbera su mogli e figli futuri.
Tutti fanno finta di non vedere, anche se Matteo Salvini nel 2014 ha organizzato una raccolta firme per un Referendum, e non ha mai abbandonato il tema, nonostante sia stato stralciato dal contratto di Governo con il M5S, evidentemente contrario.
È tornato a parlarne in questi giorni: “Ero e continuo a essere favorevole alla riapertura delle case chiuse. Non c’è nel contratto di governo, perché i 5 stelle non la pensano così, però io continuo a ritenere che togliere alle mafie, alle strade e al degrado questo business, anche dal punto di vista sanitario, sia la strada giusta e che il modello austriaco sia quello più efficiente.”
Posizione che nel segreto dell’urna, secondo tutti i sondaggi, trova favorevole più del 70% dei cittadini. Tuttavia, tra il serio ed il faceto, è poi lo stesso Segretario del Carroccio a smorzare l’argomento senza gettare ulteriore benzina sul fuoco del delicato equilibrio di Governo: “Non aggiungiamo però problema a problema, chiudiamo prima i porti, quelli aperti prima di riaprire le case chiuse.”
Furbo taglio di chi sa bene che, alla lunga, non si potrà vivere di sola immigrazione, e chiede evidentemente in maniera non troppo velata all’alleato di continuare a lavorare sugli altri dossier aperti, come le Autonomie, i cantieri dell’alta velocità, la legittima difesa, per non impantanarsi o vivacchiare sugli allori, fuggevoli in politica.
Di Andrea Lorusso
Twitter @andrewlorusso
